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OnePlus: Crisi smentita, resta in Europa.

Secondo un’inchiesta, il futuro del marchio OnePlus è incerto. La casa madre cinese, che gestisce anche Oppo e Realme, starebbe valutando di smantellare il brand. Tuttavia, sono giunte smentite da OnePlus India, OnePlus America e da un contatto europeo.

Nonostante le smentite, i dati mostrano una situazione complessa. Nel 2024, le spedizioni di OnePlus sono diminuite di oltre il 20%, passando da circa 17 milioni a 14 milioni di unità. Nello stesso periodo, OPPO Group è cresciuta del 2,8%, crescita attribuita interamente al marchio OPPO, suggerendo un rallentamento di OnePlus.

In India, ad esempio, circa 4.500 negozi al dettaglio hanno smesso di vendere prodotti OnePlus a maggio 2024, con un calo della quota nel segmento premium dal 21% al 6% in dodici mesi (un calo del 71%), mentre la quota di mercato complessiva è scesa dal 6,1% al 3,9%.

India e Cina rappresentano il 74% delle spedizioni di OnePlus. Questa concentrazione, unita a difficoltà in entrambi i mercati e a una “domanda debole in Nord America e Europa occidentale” crea una situazione di fragilità strutturale.

A marzo 2024, il quartier generale di Dallas è stato chiuso e rimane solo un team ridotto a Palo Alto, meno di quindici persone per tutto il Nord America. La partnership con T-Mobile è terminata all’inizio del 2023 e il OnePlus 15 è venduto solo nella versione sbloccata. Ad oggi il OnePlus 15 è l’unico smartphone cinese che viene venduto in Usa.

In Europa, nel 2020 OnePlus ha ridotto drasticamente i team in Francia, Germania e Regno Unito, da circa sessanta a meno di dieci dipendenti. Il reparto marketing e comunicazione resta attivo, e per il lancio di OnePlus 15 è stato fatto un notevole investimento.

Nel dicembre 2022 OPPO ha investito 14 miliardi di dollari per supportare OnePlus. Con una quota globale dell’1,1% e con i costi operativi di un marchio “separato” non ha molto senso economico mantenere OnePlus come entità completamente autonoma.

OPPO ora ha tre brand. E tre brand costano.

OPPO sta riorganizzando il suo portafoglio di brand: OPPO, OnePlus e Realme, che competono per gli stessi segmenti e cannibalizzano le rispettive vendite. I prodotti sono sempre più simili: il nuovo Realme 16 sembra un OnePlus 15 con il blocco fotocamere girato di 90°.

Nonostante i numeri difficili OnePlus ha un’identità forte e una community appassionata.

OnePlus fa parte della storia degli smartphone, soprattutto in Europa, e sul segmento di fascia alta ha peso nei mercati occidentali dove OPPO e Realme faticano.

OnePlus sarebbe probabilmente un brand da salvare, non da sacrificare. OPPO ha forza in Asia ma fatica di più in Occidente mentre Realme è percepito come budget-oriented. OnePlus è quella che ha il potenziale maggiore per competere in Europa e in Usa nel segmento medio-premium.

OnePlus, e OPPO, hanno garantito supporto post-vendita, 6 anni di aggiornamenti Android e 6 anni di patch di sicurezza. I dispositivi OnePlus sono ancora in vendita e si tratta al momento di indiscrezioni smentite.

È possibile che tra tre anni OnePlus possa non esistere più come brand indipendente e subire un’integrazione più stretta con OPPO, ma sopravvivere come brand in alcuni mercati strategici mantenendo il suo portafoglio di prodotti ridotto.

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