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Pirateria online: Akamai attacca le aziende “permissive”

Tom Leighton, CEO e Co-Founder di Akamai, è intervenuto sulla questione Cloudflare e Piracy Shield. La dichiarazione di Leighton è rilevante in quanto sottolinea la possibilità di combattere la pirateria senza strumenti come Piracy Shield.

Akamai, descritta come un’infrastruttura “invisibile” che supporta gran parte di Internet, con circa 350.000 server in 130 paesi, è considerata una delle più grandi CDN (Content Delivery Network) al mondo. L’azienda si distingue per la gestione di grandi contratti aziendali, a differenza di Cloudflare, cresciuta grazie a piani gratuiti che hanno attratto sviluppatori e piccole aziende.

Leighton ha dichiarato: “La pirateria su Internet è un grande business. Fermarla non ha nulla a che vedere con la protezione della libertà di parola o con preoccupazioni geopolitiche. Ha tutto a che fare con miliardi di dollari: profitti realizzati dai pirati e da coloro che li abilitano su Internet; e perdite subite dai legittimi proprietari dei diritti e, in ultima analisi, dagli spettatori rispettosi della legge che, di conseguenza, devono pagare prezzi più alti”.

Leighton, già professore al MIT di Boston, dove si occupava di matematica applicata all’informatica e considerato il creatore delle CDN su suggerimento di Tim Berners-Lee, ha evidenziato come esistano tecnologie che permettono di combattere la pirateria senza strumenti come Piracy Shield.

In Akamai, crediamo che gli sforzi per fermare la pirateria digitale siano più di una necessità legale. Sono un requisito fondamentale per un Internet globale sicuro e prospero. È per questo che Akamai sostiene fermamente i diritti dei creatori di contenuti e si oppone alla pirateria su Internet. Ed è il motivo per cui Akamai continua a innovare tecnologie che proteggono l’integrità dell’ecosistema digitale che attraversa i confini internazionali”, ha aggiunto Leighton, sottolineando il costo della pirateria.

Leighton ha descritto la pirateria come una minaccia alla sicurezza informatica per i consumatori, con siti pirata considerati terreni fertili per malware, ransomware e furto di credenziali. Ha affermato che proteggere i contenuti aiuta a proteggere gli utenti, riducendo la superficie di attacco per il crimine informatico globale. Ha inoltre evidenziato l’importanza di sforzi governativi globali armonizzati per proteggere la proprietà intellettuale e la necessità di una partnership pubblico-privato per creare un ambiente di “deterrenza by design”.

Leighton non cita Cloudflare direttamente, ma afferma che non tutte le CDN possiedono o implementano le capacità per combattere la pirateria senza impattare sulle prestazioni.

Sfortunatamente, la pirateria è un business redditizio, che crea forti incentivi finanziari per alcune aziende tecnologiche a voltarsi dall’altra parte o a esitare nel rimuoverla. Le aziende che hanno atteggiamenti permissivi sulla pirateria nelle loro reti si nascondono sfacciatamente dietro cosiddetti impegni per la “libertà di parola”. Ma non c’è nulla di libero nella pirateria. La pirateria è furto, puro e semplice. La Politica di Utilizzo Accettabile di lunga data di Akamai è scritta in ogni contratto cliente che firmiamo. Essa afferma che non è possibile utilizzare i servizi Akamai per scopi illegali. E ci muoviamo rapidamente per rimuovere i contenuti piratati quando vengono scoperti. Mantenere la fiducia e l’integrità con i nostri clienti è al centro di tutto ciò che facciamo. Crediamo che Internet non potrebbe funzionare efficacemente senza entrambe”.

Leighton ha spiegato come Akamai operi in modo neutrale senza censurare siti o servizi non coinvolti nella pirateria e senza richiedere blocchi governativi. Esempi includono Managed Content Protection, con un bot manager che identifica e blocca gli script bot utilizzati per sottrarre contenuti o testare credenziali rubate, e un sistema di tokenizzazione per garantire che solo utenti autorizzati possano accedere ai contenuti.

Akamai supporta anche soluzioni di watermarking nei flussi della CDN, anche criptati, per rintracciare la fonte di streaming divulgati illegalmente e consentire una rapida rimozione dei contenuti piratati.

Leighton ha concluso: “Supportando le restrizioni governative globali contro la pirateria e collaborando con i fornitori di reti globali, Akamai si impegna a garantire che l’Internet globale rimanga un ecosistema sicuro e gratificante per i creatori di contenuti, i proprietari e i distributori, così come un ambiente sicuro e protetto per i consumatori”.

Leighton suggerisce che, tecnologicamente, è possibile garantire il corretto funzionamento di Internet, la sua neutralità, l’assenza di censure e l’impossibilità di blocco di siti non coinvolti nella pirateria, e indica Akamai come esempio di comportamento virtuoso.

Secondo Leighton, alcune aziende preferiscono la libertà perché la pirateria porta traffico e business.

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