Reti Televisive Italiane (RTI) e Medusa Film, entrambe del gruppo Mediaset, hanno avviato un’azione legale contro Perplexity, startup IA creatrice dell’assistente omonimo e del browser IA Comet. La causa, presentata in Italia, contesta l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale di Perplexity, accusata di violazione del diritto d’autore.
Secondo RTI e Medusa, Perplexity avrebbe utilizzato “senza permesso e su larga scala numerosi contenuti audiovisivi e cinematografici di loro proprietà per addestrare i propri sistemi di intelligenza artificiale“.
Le due società hanno chiesto al Tribunale Civile di Roma di riconoscere l’illiceità della condotta, bloccare qualsiasi ulteriore utilizzo non autorizzato dei loro contenuti e condannare Perplexity al risarcimento dei danni.
Tra le aziende attive nel settore dell’IA generativa, Perplexity è ritenuta una di quelle che ha impiegato meno materiale protetto da copyright, dato che la sua principale serie di modelli è Sonar, e la sua piattaforma ospita tramite API sistemi esterni come GPT-5.1, Gemini 3 Pro, Claude Sonnet 4.5 e Grok 4.1.
RTI e Medusa avrebbero individuato un utilizzo massiccio delle loro proprietà intellettuali all’interno dei dati di addestramento di Sonar, la cui ultima versione è stata realizzata sulla base di Llama 3 70B di Meta.
Sonar è descritto come un fine-tuning del modello di Meta, con “pesi aperti”, concepito per migliorare la leggibilità delle risposte e adattarsi meglio alla ricerca web.
Nel panorama internazionale, sono numerose le azioni legali di questo tipo, promosse da editori, autori, musicisti e società di intrattenimento. Ad esempio, Warner ha citato in giudizio Midjourney per “furto di eroi digitali”.
In Europa, editori e autori francesi hanno denunciato Meta per aver sfruttato “su scala monumentale” testi e libri protetti da copyright per addestrare i suoi sistemi IA senza autorizzazione.
GEMA, la società tedesca di gestione diritti musicali, ha vinto una causa contro OpenAI, accusandola di aver incluso testi di canzoni tedesche protette nel training di ChatGPT e ottenendo un risarcimento danni di importo non specificato.
Prima causa italiana sul copyright dell’IA: RTI e Medusa contro Perplexity
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