Uno studio condotto da diversi istituti italiani, tra cui la Scuola di Sanità Pubblica dell’Università di Pavia, l’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ifc) e l’Istituto Mario Negri di Milano, ha rivelato che quasi il 70% dei giovani italiani tra i 15 e i 19 anni gioca ai videogiochi. La ricerca, supportata dal Programma di Regione Lombardia per il contrasto al gioco d’azzardo patologico (fondo GAP) attraverso ATS Pavia, indica anche che una parte significativa di questi adolescenti spende soldi per giocare online e presenta comportamenti a rischio di dipendenza, oltre a un coinvolgimento problematico nel gioco d’azzardo.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Lancet Public Health, si basa sui dati raccolti su un campione di oltre 11.000 adolescenti italiani dallo studio ESPAD®Italia, parte dello European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs (ESPAD), un sistema di monitoraggio dei comportamenti a rischio tra gli adolescenti europei coordinato da Sabrina Molinaro del Cnr-Ifc.
Le analisi hanno rilevato che i giovani che spendono denaro nei videogiochi online hanno il doppio delle probabilità di essere coinvolti anche nel gioco d’azzardo, indipendentemente dal sesso, dall’età e dalle condizioni economiche della famiglia.
Giansanto Mosconi, docente presso l’Università di Pavia e primo autore dell’articolo, ha spiegato che «i videogiochi online inducono i loro utilizzatori a spendere soldi sfruttando alcune dinamiche tipiche del gioco d’azzardo e potrebbero far leva sulle stesse vulnerabilità psicologiche».
Lo studio si inserisce nel quadro delle attività del progetto nazionale PRO-BEN | Health Mode On, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca e coordinato dall’Ateneo pavese. Il progetto mira a generare evidenze scientifiche utili alla promozione della salute, dei corretti stili di vita e del benessere delle giovani generazioni.
Anna Odone, responsabile scientifica del progetto, ha commentato: «La nostra ricerca supporta il percorso di Health Mode On. Questo ci aiuta a comprendere meglio le traiettorie dei comportamenti a rischio durante il passaggio dall’adolescenza all’età adulta e come si possono sviluppare strategie di prevenzione più efficaci».
In provincia di Pavia, dove nel 2024 sono stati spesi più di 220 milioni di euro nel gioco d’azzardo, l’attenzione al fenomeno è alta.
Lorella Cecconami, Direttrice dell’Agenzia di Tutela della Salute di Pavia e coautrice dello studio, ha sottolineato che «l’elevata diffusione di questo comportamento a rischio tra i giovani è preoccupante». Ha aggiunto che «per questo, l’ATS è attivamente coinvolta nell’intercettare e contrastare il fenomeno anche nella popolazione scolastica tramite progetti dedicati».
Silvano Gallus dell’Istituto Mario Negri ha ribadito che «questo studio mostra come, in Italia, l’accessibilità per gli adolescenti al gioco d’azzardo è elevata, così come lo è per altri comportamenti a rischio quali il consumo di alcol, tabacco e prodotti contenenti nicotina. Ciò nonostante l’esistenza di leggi che ne vietano la vendita ai minori e che dovrebbero tutelare i nostri ragazzi».
Adolescenti e gioco d’azzardo, un pericolo crescente
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