In Italia, circa 20.000 decessi per cancro ogni anno potrebbero essere evitati riducendo il consumo di bevande alcoliche. L’alcol, pur essendo un fattore di rischio oncologico sottovalutato, è associato a diversi tipi di tumore. Questi dati emergono da evidenze scientifiche accumulate in decenni di ricerca.
L’alcol è un fattore di rischio riconosciuto per una varietà di tumori, non solo per la cirrosi epatica. Carlo La Vecchia, epidemiologo dell’Università degli Studi di Milano, afferma che l’alcol è fortemente associato ai tumori del cavo orale, della faringe, della laringe e dell’esofago. Inoltre, è legato ai tumori dello stomaco, del colon-retto, del fegato, della colecisti, del pancreas e del seno.
L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) classifica l’alcol come cancerogeno di gruppo 1, come il fumo di sigaretta e l’amianto. L’OMS stima che l’abuso di alcolici causi il 26% dei tumori del cavo orale, l’11% di quelli del colon-retto e il 7% di quelli della mammella. In Europa, il continente con il maggior consumo alcolico al mondo, l’incidenza delle malattie riconducibili all’alcol è doppia rispetto alla media mondiale.
Tra il 5 e l’11% delle nuove diagnosi di tumore al seno in Italia, circa 2.500-5.000 casi l’anno, sono attribuibili al consumo regolare di bevande alcoliche. La quasi totalità riguarda donne giovani in età fertile. Uno studio inglese pubblicato nel 2020 sulla rivista BMJ Open ha confermato quanto questa associazione sia poco nota al grande pubblico.
La tossicità dell’alcol sembra più marcata nelle donne giovani. L’etanolo stimola l’azione degli estrogeni, gli ormoni coinvolti nella crescita di quasi il 70% dei tumori mammari. Il rischio aumenta del 7% per ogni bicchiere oltre la soglia di 10 grammi di etanolo al giorno e può quasi quadruplicare (+27%) se il tessuto della ghiandola mammaria presenta i recettori agli estrogeni.
Secondo uno studio italiano condotto tra il 2015 e il 2019, circa 2.918 dei 63.428 decessi per cancro al seno in Italia sono attribuibili al consumo di alcol. Di questi, 1.269 (il 2% circa) sono stati causati da un consumo moderato.
L’etanolo irrita le mucose, impedendo alle cellule danneggiate di ripararsi correttamente, favorendo lo sviluppo di tumori della bocca e della gola. Nel fegato, l’alcol può causare infiammazione e alterazioni cellulari che nel tempo possono evolvere in neoplasie. A livello del colon, l’alcol agisce attraverso l’acetaldeide e riducendo l’assorbimento dei folati. Inoltre, l’alcol stimola la produzione di estrogeni e androgeni circolanti nel sangue.
Non esiste una bevanda “più sicura” di un’altra. Ciò che conta è esclusivamente la quantità di etanolo ingerita. Un bicchiere di vino da 125 ml, una lattina di birra da 330 ml o 40 ml di superalcolico contengono tutti circa 12 grammi di alcol puro, cioè un’unità alcolica. La maggior parte dei tumori associati all’alcol si verifica in chi supera le 2 unità alcoliche al giorno (uomini) o 1 (donne). Dopo i 65 anni, il limite consigliato scende a 1 unità al giorno.
Chi beve e fuma non somma i rischi: li moltiplica. Chi consuma alcolici ha il 32% di probabilità in più di sviluppare un tumore della bocca e della gola rispetto a chi non beve. Se si aggiunge il fumo, il rischio arriva quasi a decuplicarsi. Risultati analoghi sono consolidati anche per il tumore al fegato: chi consuma più di 5 unità alcoliche al giorno ed è anche un forte fumatore ha un rischio di oltre 10 volte superiore di sviluppare la malattia.
Circa il 40% dei nuovi casi di tumore è potenzialmente prevenibile attraverso stili di vita sani. Non fumare, fare attività fisica regolare, seguire un’alimentazione varia ed equilibrata, limitare o eliminare l’alcol, aderire alle vaccinazioni e agli screening raccomandati per la diagnosi precoce sono scelte concrete che riducono significativamente il rischio.
In Italia, il 37% circa dei bambini è in sovrappeso e, di questi, il 17% è obeso. I giovani iniziano inoltre a bere a un’età sempre più precoce e sono spesso soggetti a vere e proprie **abbuffate** alcoliche.
Alcol e cancro, il rischio sottovalutato
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