In occasione della Giornata mondiale contro l’AIDS 2025, si lancia un appello alla solidarietà globale per superare le difficoltà e trasformare la risposta all’AIDS, in un contesto segnato da chiusura e disimpegno internazionale. L’anno 2025 è stato caratterizzato da tagli agli aiuti globali contro l’epidemia causata dal virus dell’HIV.
Nonostante i progressi degli ultimi decenni e la disponibilità di farmaci innovativi, si assiste alla riduzione di programmi salvavita. La scienza, la resilienza e la solidarietà indicano un percorso per superare la crisi.
Secondo i dati, 40,8 milioni di persone convivono con l’HIV nel mondo. Nel 2024, si sono registrate 1,3 milioni di nuove infezioni e 660.000 decessi a causa dell’AIDS. 9,2 milioni di persone non hanno accesso alle cure.
Il nuovo rapporto dell’UNAIDS, il Programma delle Nazioni Unite per l’HIV e l’AIDS, pubblicato il 1 dicembre in occasione della Giornata mondiale contro l’AIDS, evidenzia come le interruzioni degli aiuti internazionali contro l’epidemia di AIDS, innescate dai tagli dell’amministrazione Trump, abbiano aggravato le carenze di finanziamenti esistenti, causando danni alla prevenzione dell’HIV e ai servizi di assistenza gestiti dalle comunità locali.
A causa dei tagli, migliaia di persone che lavoravano al programma PEPFAR (President’s Emergency Plan for AIDS Relief) sono state licenziate. Sono state chiuse strutture sanitarie efficienti, interrotti contratti e progetti già finanziati, e si sono esaurite le scorte di antiretrovirali, farmaci per la profilassi pre-esposizione e test per l’HIV.
L’OCSE stima che l’assistenza sanitaria contro l’HIV esterna diminuirà del 30-40% nel 2025 rispetto al 2023 a causa di questi tagli. Lo stop ai finanziamenti globali ha inciso sui programmi di prevenzione dell’HIV, colpendo le popolazioni più vulnerabili, come le giovani donne e le ragazze di età compresa tra i 15 e i 24 anni. Nel 2024, in questa fascia di età si registravano 570 nuove infezioni da HIV al giorno.
Le chiusure hanno portato alla sospensione dell’attività di oltre il 60% delle organizzazioni sul territorio per la lotta all’AIDS a guida femminile. Anche i servizi rivolti a uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, prostitute, persone che si iniettano droghe e persone transgender sono stati gravemente colpiti. Il numero di Paesi che criminalizzano l’attività sessuale e l’espressione di genere tra persone dello stesso sesso è aumentato per la prima volta dal 2008.
Sono disponibili farmaci in grado di trasformare la prevenzione dell’HIV e prevenire i contagi. Il lenacapavir, un antiretrovirale che si inietta solo due volte all’anno, potrebbe prevenire la totalità delle nuove infezioni da HIV nelle persone ad alto rischio. Nella sua versione generica, potrebbe essere venduto a circa 40 dollari all’anno per ogni paziente, ma la sua distribuzione nei Paesi in via di Sviluppo passa dai programmi internazionali colpiti dai tagli.
Diversi Paesi hanno risposto all’interruzione dei finanziamenti internazionali aumentando le risorse a livello locale. Nigeria, Uganda, Costa d’Avorio, Sudafrica e Tanzania hanno ottenuto numeri stabili nei contagi o un aumento dei pazienti con AIDS in terapia con farmaci antiretrovirali.
Nella Giornata mondiale contro l’AIDS, la comunità scientifica e chiunque si spenda nella lotta contro questa epidemia lanciano un appello per riaffermare il valore del multilateralismo e della cooperazione internazionale. È necessario mantenere i finanziamenti per supportare i Paesi più interessati dai contagi da HIV, sostenere l’innovazione scientifica e rendere disponibili i farmaci a prezzi accessibili, sostenere i diritti umani combattendo lo stigma e riconoscere il valore dei servizi interni alle comunità.
Giornata mondiale contro l’AIDS: uniti oltre le difficoltà
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