Un recente studio pubblicato su PLOS One getta nuova luce sui misteri dell’Isola di Pasqua, o Rapa Nui, in Cile, concentrandosi sulla costruzione delle statue monumentali Moai e sul destino degli antichi abitanti. La ricerca si basa su una nuova mappa in 3D di Rano Raraku, la cava da cui è stata estratta la pietra vulcanica per i Moai.
La mappa 3D è stata realizzata utilizzando droni e strumenti di mappatura avanzati. Sono stati mappati 426 Moai in vari stadi di completamento, 341 trincee scavate per delineare i blocchi da scolpire, 133 cavità da cui le statue sono state rimosse e cinque bitte utilizzate per far scivolare i Moai lungo i pendii.
Una delle ipotesi principali dello studio è che la costruzione dei Moai sia stata opera di diverse comunità, ognuna con le proprie tradizioni artistiche e spirituali, piuttosto che di un’unica autorità politica. La scoperta di trenta aree di lavoro separate all’interno della cava, ognuna con tecniche di scultura diverse, supporta questa teoria. «La monumentalità rappresenta un’esibizione competitiva tra comunità pari, piuttosto che una mobilitazione dall’alto verso il basso», afferma Carl Lipo, coordinatore della ricerca.
Lo studio ha anche ripreso la teoria secondo cui le statue sarebbero state trasportate facendole dondolare sulla base grazie a un sistema di corde. Gli studiosi hanno creato modelli 3D delle statue per studiare come le loro forme e proporzioni siano state adattate a diverse tecniche di trasporto, sostenendo che i danni visibili sui lati di alcuni Moai sarebbero il risultato delle cadute durante il trasporto.
Tuttavia, diversi esperti esterni alla ricerca esprimono opinioni discordanti. L’archeologo Nicolas Cauwe ritiene che gli autori abbiano interpretato male alcune evidenze, suggerendo che i Moai si sarebbero rotti quando erano già in posizione orizzontale, e non durante il trasporto. L’archeologo Dale Simpson non è convinto che i Moai siano stati costruiti da diverse comunità, sostenendo che i vari gruppi collaborarono in qualche modo.
Jo Anne Van Tilburg, promotrice della teoria del trasporto orizzontale dei Moai, considera i risultati dello studio come prematuri e sopravvalutati. Afferma che «cercare di racchiudere in un’unica teoria l’intera gamma dei comportamenti umani e le complessità della ricca storia culturale di un’isola, per di più in un ambiente insulare marginale, raramente è una buona idea».
Tutto quello che ci rivela la nuova mappa 3D della cava dell’Isola di Pasqua
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