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Montagna: valore, economia e relazioni, non solo relax

Un convegno dedicato alle prospettive di sviluppo dei territori montani si è tenuto a Courmayeur, in Valle d’Aosta, venerdì 5 dicembre. L’evento, moderato dal giornalista Denis Falconieri, si è svolto nella sala dipinti dell’Ange del Courmayeur Climate Hub ed è stato promosso dall’assessorato alle Politiche per la montagna in occasione della Giornata internazionale della montagna, con l’obiettivo di discutere il ruolo della montagna come generatore di valore, economia e relazioni.

La tavola rotonda ha visto la partecipazione di diverse figure istituzionali e accademiche. L’assessore agli Affari europei, Innovazione, PNRR, Politiche nazionali per la Montagna e Politiche giovanili, Leonardo Lotto, ha sottolineato come la montagna stia tornando al centro del dibattito pubblico e politico, assumendo un ruolo di rilievo nelle sfide ambientali, demografiche e sociali che interessano l’Europa e l’Italia. Secondo l’assessore, la montagna non è più un luogo da cui fuggire o un rifugio temporaneo, ma uno spazio con un forte potenziale, capace di offrire risposte concrete e innovative per le problematiche che affliggono l’intero Paese. Le città, a suo avviso, dovrebbero riconoscere la montagna non solo come meta turistica, ma come un territorio vivo e produttivo.

Il sindaco di Courmayeur, Roberto Rota, e l’assessora all’Agricoltura, Speranza Girod, hanno dato il benvenuto agli ospiti, introducendo l’intervento di Anna Giorgi, docente all’Università degli Studi di Milano e curatrice del Libro Bianco sulla Montagna, promosso dal Dipartimento per gli Affari regionali e le Autonomie della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il suo intervento ha fornito un quadro generale delle sfide e delle opportunità per lo sviluppo delle aree montane.

Diversi relatori hanno contribuito ad approfondire il tema dello sviluppo montano, presentando i risultati di studi e ricerche condotte in ambito accademico e condividendo esperienze di successo realizzate nei territori montani. Tra questi, Oscar Gaspari, cultore della materia presso l’Università LUMSA di Roma, ha presentato la ricerca intitolata Storia della questione politica delle montagne in Italia (1900-2022). Luciano Caveri, politico e giornalista esperto di politiche italiane ed europee per le aree montane, ha offerto una prospettiva politica sull’argomento. Elisabetta Ottoz e Christophe Feder, docenti dell’Università di Torino e dell’Università della Valle d’Aosta rispettivamente, insieme a Marco Alderighi dell’Università degli Studi di Milano, hanno presentato lo studio L’economia dei territori montani, fornendo un’analisi economica delle aree montane.

Alessandro Rota, dirigente del Dipartimento Agricoltura e responsabile del Progetto AGRI28: prospettive per la politica agricola regionale, ha illustrato le prospettive per la politica agricola regionale. I contributi dei relatori hanno permesso di esplorare il tema dello sviluppo della montagna da diverse angolazioni, fornendo una panoramica completa e articolata delle sfide e delle opportunità che questi territori si trovano ad affrontare.

L’assessore Leonardo Lotto ha dichiarato: «La montagna non è più un margine ma un centro di resilienza e innovazione. Pensando alle sfide ambientali, demografiche e sociali che attraversano l’Europa e l’Italia, la montagna torna al centro del discorso pubblico e politico, con una nuova consapevolezza. Non più un posto da cui scappare, né un rifugio da idealizzare quando si è stanchi della città: la montagna è oggi uno spazio dal forte potenziale, un territorio vivo, capace di produrre risposte concrete, innovative e replicabili per le sfide che investono l’intero Paese. Le città non possono più considerare la montagna come un luogo dedicato solo a vacanze e relax, ma la impareranno a conoscere come uno spazio vivo, generatore di valore, economia e relazioni».

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