Mosca, 3 dicembre 2025 – Un lungo colloquio di cinque ore si è tenuto oggi a Mosca tra il presidente russo Vladimir Putin e l’inviato speciale degli Stati Uniti, Richard Witkoff, riguardante la situazione in Ucraina. L’incontro, avvenuto in un clima definito costruttivo, non ha portato a un accordo sulle aree attualmente occupate dalle forze russe. Le parti hanno riconosciuto che rimane “molto lavoro da fare” per trovare una soluzione negoziata al conflitto.
Secondo quanto riferito da fonti vicine al Cremlino, la discussione si è concentrata principalmente sul piano di pace proposto dagli Stati Uniti. La Russia avrebbe espresso accordo solo su una parte limitata delle proposte americane, senza specificare quali. La questione dei territori occupati continua a rappresentare un ostacolo significativo per qualsiasi avanzamento verso un cessate il fuoco e una risoluzione politica della crisi ucraina.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha rilasciato una breve dichiarazione ai media al termine dell’incontro. “Il presidente Putin ha avuto un colloquio approfondito con il signor Witkoff. Sono state esaminate diverse questioni relative alla situazione in Ucraina. Il dialogo è stato utile, ma permangono divergenze di vedute su aspetti cruciali”. Peskov non ha fornito ulteriori dettagli sui contenuti del colloquio, limitandosi a sottolineare la volontà di entrambe le parti di mantenere aperti i canali di comunicazione.
La delegazione statunitense, guidata da Witkoff, era composta da esperti del Dipartimento di Stato e del Consiglio di Sicurezza Nazionale. L’obiettivo primario dell’amministrazione americana era quello di sondare la disponibilità russa a un compromesso sulle questioni territoriali e a un eventuale ritiro delle truppe dalle regioni occupate. Tuttavia, le posizioni di Mosca sembrano rimanere ferme, rendendo difficile un’intesa a breve termine.
Il piano di pace statunitense, i cui dettagli non sono stati resi pubblici, si basa su una serie di principi, tra cui il rispetto dell’integrità territoriale dell’Ucraina, la garanzia della sua sovranità e la protezione dei diritti delle minoranze. La Russia, dal canto suo, continua a insistere sulla necessità di smilitarizzare l’Ucraina e di ottenere garanzie di non adesione alla NATO. Queste richieste, considerate inaccettabili da Kiev e dai suoi alleati occidentali, rappresentano un ulteriore elemento di complicazione nel processo negoziale.
L’incontro tra Putin e Witkoff segue una serie di contatti diplomatici tra Washington e Mosca, volti a trovare una via d’uscita dalla crisi ucraina. Nonostante le difficoltà, entrambe le parti sembrano consapevoli della necessità di proseguire il dialogo, al fine di evitare un’ulteriore escalation del conflitto e di preservare la stabilità regionale. Non è stata ancora fissata una data per un eventuale nuovo incontro tra i due rappresentanti.
Gli analisti internazionali sottolineano come la posizione russa sui territori occupati sia strettamente legata alla situazione militare sul campo. Eventuali progressi negoziali dipenderanno, quindi, dall’evoluzione del conflitto e dalla capacità delle parti di trovare un terreno comune su questioni fondamentali come il futuro status delle regioni contese e le garanzie di sicurezza reciproche.
La notizia del colloquio tra Putin e Witkoff è stata accolta con cautela a Kiev. Il governo ucraino ha ribadito la sua determinazione a difendere la propria integrità territoriale e a non cedere a compromessi che possano mettere a rischio la sua sovranità. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelenskyy, ha dichiarato che “qualsiasi negoziato con la Russia deve avvenire nel pieno rispetto del diritto internazionale e dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite”.
nessun accordo su territori occupati
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