PINK FLOYD: LIVE AT POMPEII COMPIE 50 ANNI!

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di Federico Locci

In occasione dei cinquant’anni dalle riprese del film-concerto “Pink Floyd: Live at Pompeii”, diretto da Adrian Maben, che vide la storica band inglese esibirsi nel 1971 all’anfiteatro di Pompei, in un concerto a porte chiuse, il 28 ottobre alle ore 20, è stato trasmesso, in esclusiva gratuita live streaming su ITsART il docufilm “Reliving at Pompeii”.

La formazione era quella leggendaria con David Gilmour, Nick Mason, Rick Wright e Roger Waters.

Adrian Maben ebbe l’intuizione di trasformare la performance live in un film.

L’idea di base per il film è stata concepita nel 1971: già all’inizio dell’anno, Maben, aveva contattato il manager del gruppo Steve O’Rourke con l’idea di combinare la musica dei Pink Floyd con opere di artisti contemporanei come De Chirico e Magritte, ma la band aveva declinato l’offerta.

Cinquant’anni fa i Pink Floyd accettarono di suonare tra le rovine di Pompei, nell’antichissimo anfiteatro, dando vita a un concerto rimasto nella storia del rock.

Nell’estate 1971, il regista si recò in vacanza in Italia con la fidanzata e, nel tentativo di recuperare il suo passaporto che credeva aver smarrito durante una visita alle rovine di Pompei, tornò all’Anfiteatro romano di Pompei e lo ritenne una location perfetta per filmare la band.

Fin dall’inizio, Maben immaginò che i Pink Floyd dovessero suonare nell’anfiteatro vuoto, senza pubblico.

Grazie alla sua conoscenza con il prof. Ugo Carputi dell’Università di Napoli, il regista ottenne dalla locale Soprintendenza il permesso di effettuare sei giorni di riprese nel sito archeologico campano.

I Pink Floyd furono irremovibili sull’eseguire tutto il materiale dal vivo senza playback: questo ha portato il trasporto in Italia, via camion, di tutta la loro attrezzatura, assieme a un impianto di registrazione a 24 tracce che potesse garantire la stessa qualità sonora dei loro lavori in studio.

La troupe, giunta sul posto, scoprì di non avere sufficiente elettricità per alimentare tutta l’attrezzatura. Questo piccolo inconveniente fu risolto portando la corrente elettrica direttamente dal Municipio tramite un lunghissimo cavo che percorreva le strade della cittadina campana.

Questo imprevisto restrinse i tempi effettivi di ripresa a soli quattro giorni, dal 4 al 7 ottobre del 1971.

Nell’Anfiteatro Romano la band eseguì dal vivo tre brani: la prima metà e il finale di Echoes, One of These Days, e A Saucerful of Secrets; ciascun brano fu eseguito in sezioni separate, poi montate assieme; al termine di ciascuna esecuzione, la band la riascoltava in cuffia per approvarla.

Il regista ha rivelato in anni recenti che diverse bobine di pellicola andarono smarrite subito dopo le riprese: questo spiega perché il brano One of These Days include quasi esclusivamente inquadrature del batterista Nick Mason.

Poiché il materiale girato in Campania non era sufficiente per il film, Maben lo integrò in uno studio cinematografico, più precisamente l’Europasonor di Parigi, dal 13 al 20 dicembre del 1971.

Il montaggio della prima versione del film, della durata di circa un’ora, fu completato da Maben nel 1972 fra le mura di casa sua, poiché il regista aveva già sforato il budget.

Il film fu presentato all’Edimburgh Film Festival nel giugno 1972.

Ancora preoccupato per la breve durata del film, Maben chiese a Roger Waters il permesso di filmare il gruppo mentre lavorava a uno dei loro album che sarebbe diventato tra i più celebri: The Dark Side of the Moon. Il regista effettuò quindi le riprese negli studi della EMI ad Abbey Road, intervistò brevemente Gilmour, Waters, Mason e Wright e filmò la band mentre faceva colazione alla caffetteria degli studi.

La nuova versione del film, allungata di circa ottanta minuti, uscì nell’agosto del 1974, quando The Dark Side of the Moon era già  balzato in testa alle classifiche oscurando, seppur temporaneamente, quello della pellicola. Maben per l’edizione DVD, trent’anni dopo l’uscita del film, curò  una nuova versione del film inserendo elementi di computer grafica nel montaggio originale, oltre a offrire dei contenuti speciali tra cui un’intervista allo stesso regista e la prima  versione del film-concerto visionabile separatamente.

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