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In seguito al recente annuncio del cambio di nome di Facebook in Meta da parte del fondatore Mark Zuckerberg, accompagnato dalla pubblicazione di un video ormai diventato virale, con protagonisti lo stesso CEO del social blu e il famoso tiktoker italiano Khaby Lame, il termine Metaverso impazza ormai sulla bocca (e sulla tastiera) di tutti.

Cosa si intende realmente con Metaverso, chi sta scommettendo milioni di dollari su di esso e quali possibilità riserva? Scopriamolo insieme.

Cos’è il Metaverso

Partiamo con la definizione del termine Metaverso: esso è stato coniato nel lontano 1992 dallo scrittore Neal Stephenson, che lo utilizzò nel suo libro di fantascienza cyberpunk intitolatoSnow Crash. Nel libro, infatti, i personaggi si muovevano in una realtà virtuale condivisa con altri utenti collegati alla rete internet, in uno spazio 3D popolato dagli avatar delle persone

Nel corso degli anni ci sono stati diversi tentativi di ricreare quanto descritto da Stephenson, soprattutto nel settore gaming, attraverso l’implementazione di MMORPG, ovvero giochi di ruolo multiplayer on-line come World of Warcraft Roblox, oltre a vere e proprie chat sviluppate in tre dimensioni, una fra tutte Second Life, dove ciascun utente viveva una vita parallela, interagendo con altre persone in un mondo virtuale.

Nel corso degli anni e con l’esponenziale sviluppo di nuovi strumenti tecnologici, come i visori VR, e con la nascita dei giochi in realtà aumentata, il sogno del Metaverso è diventato sempre più reale, attirando l’attenzione e gli investimenti milionari da parte delle maggiori società tech mondiali, tra cui Facebook.

Il Metaverso secondo Zuckerberg: Meta

Per aiutarvi a comprendere cosa sia oggi il Metaverso, immaginate di poter improvvisamente esplorare in 3D il mondo virtuale di internet, lo stesso che siamo abituati a navigare ogni giorno attraverso i nostri device. Non a caso, lo stesso Zuckerberg, durante la presentazione di Meta, ha proprio detto “ci si immergerà ancora di più nella nuova piattaforma, l’utente sarà nell’esperienza e non si limiterà ad osservare”.

Secondo le parole del CEO di Facebook, quindi, il tratto distintivo del Metaverso è quello di permettere a ciascun utente di immergersi in un mondo che da virtuale diventerà sempre più reale, vivendo in prima persona un’esperienza sensoriale inedita, in grado di essere condivisa con altri utenti“Nel Metaverso – prosegue Zuckerberg – sarete in grado di fare quasi tutto ciò che potete immaginare: stare insieme a familiari, lavorare, imparare, giocare, fare acquisti o vivere esperienze nuove”

Il Metaverso si preannuncia, quindi, come la Next Big Thing in grado di trasformare tutto ciò che prima era considerato solo fantascienza in realtà.

La corsa mondiale al Metaverso: le grandi aziende coinvolte

L’annuncio di Mark Zuckerberg ha sicuramente dato uno scossone al mondo tech, risvegliando l’interesse da parte di milioni di persone. 

Per quanto futuristica ed innovativa sia l’idea del Metaverso, tuttavia, non pensate questo progetto sia un’esclusiva del mondo Facebook, anzi! Da anni ormai la maggior parte delle principali aziende tecnologiche ha iniziato a studiare ed implementare nuovi strumenti per portare in vita il mondo di internet, investendo milioni di dollari in questo progetto. Da Microsoft a Tencent, da Alibaba a Epic Games: sono davvero numerosi i colossi hi-tech che hanno iniziato a svelare più nel dettaglio i propri piani in seguito all’annuncio di Meta. 

Si parlava già dallo scorso marzo, per esempio, del progetto Mesh per Microsoft Teams: si tratta di una piattaforma che permetterà agli utenti di vivere in una modalità completamente inedita le riunioni digitali, attraverso l’utilizzo di avatar personalizzati che si muovono in un ambiente immersivo. Una sorta di ibrido tra realtà e mondo virtuale, in grado di favorire interazioni più umane e naturali tra i partecipanti.

Un altro grande esponente del mondo tech è Tencent, leader del business videoludico (annovera, fra gli altri, Roblox e WeChat), che sta lavorando con un team formato da grandi talenti internazionali allo sviluppo dei prossimi giochi AAA (ovvero i titoli più blasonati e dai budget stellari), ambientati in mondi suggestivi e aperti, nei quale il giocatore potrà immergersi completamente. Lo stesso fondatore di Tencent, Ma Huateng, già dal 2019 affermava, infatti, che “on-line e off-line diventeranno una cosa sola, il fisico e il digitale si uniranno”.

Non solo social e gaming, anche il settore marketing si prepara al salto nel Metaverso, con Alibaba in testa. Il colosso dell’e-commerce ha, infatti, già registrato almeno una ventina di marchi relativi al Metaversolanciando una piccola esposizione intitolata “Metaverse Art Exhibition“, nella quale l’utente è guidato alla scoperta di collezioni limitate di abbigliamento da una commessa digitale iperrealistica, Ayayi.

Sono tantissime, quindi, le grandi aziende che insieme a Facebook stanno trasformando il Metaverso in realtà, creando una piattaforma parallela sempre più concreta, che spazia dal settore social a quello gaming, fino al marketing.

Metaverso: cosa dobbiamo aspettarci

Il Metaverso, come abbiamo visto, dall’essere un puro sogno fantascientifico, descritto dai libri, film e abbozzato attraverso i giochi di ruolo, sta diventando oggi un progetto sempre più reale e concreto, attraendo investimenti milionari da parte di colossi dell’economia mondiale. Cosa dobbiamo aspettarci, quindi, nel prossimo futuro? 

Nonostante, al momento, il progetto Metaverso manchi di una visione condivisa e collaborativa tra i vari leader tech, che davvero porterà al salto di qualità richiesto per vivere pienamente il mondo virtuale, si andrà via via costituendo una piattaforma digitale in grado di permettere agli utenti di vivere esperienze inedite, immersive, “teletrasportandosi” da soli o in compagnia ovunque si voglia: sarà possibile,infatti, fare acquisti, frequentare in modo più umano e naturale i nostri cari, vedere posti che altrimenti non avremmo mai visitato, sviluppare nuove criptovalute e accordi commerciali.. Il tutto senza spostarci fisicamente, abbattendo, conseguentemente, costi e tempi. 

Il Metaverso sarà, quindi, una tecnologia cruciale, in grado di migliorare la qualità di vita delle persone, agevolando le interazioni umane, la condivisione e la fruizione degli spazi, indipendentemente da confini geografici o temporali. Una vera e propria rivoluzione, che coinvolgerà aziende, persone, brand e produttori in ogni parte del globo.

Il 12 novembre a Caserta sarà tra i firmatari della “Dichiarazione di Glasgow sull’azione per il clima nel turismo” e impegnerà i suoi 17 territori a realizzare azioni concrete sul tema del turismo sostenibile. La sottoscrizione dell’impegno avverrà a Caserta il 12 novembre, nell’ambito di uno degli eventi collaterali Ue alla COP26 di Glasgow.

Matera, 4 novembre 2021 – Mirabilia Network, l’Associazione del sistema camerale che comprende Unioncamere e le Camere di diciassette territori italiani, da Nord a Sud, accomunati dalla rilevante importanza storica, culturale e ambientale e caratterizzati dalla presenza di siti UNESCO (Patrimonio dell’umanità), sarà tra i firmatari della “Dichiarazione di Glasgow sull’azione per il clima nel turismo”, promossa dalla rete ONE PLANET di UNWTO, l’Organizzazione Mondiale del Turismo.

La firma arriverà nel corso dell’incontro “Turismo sostenibile come motore per raggiungere la neutralità climatica”, uno degli eventi collaterali dell’Unione Europea alla COP26 di Glasgow, in programma all’Hotel Plaza di Caserta il 12 novembre, giorno di chiusura dell’evento scozzese così cruciale per il futuro del mondo. Attraverso la Dichiarazione, i territori Mirabilia – 100 Comuni, con circa 10 mila imprese ricettive e 13 milioni di abitanti, in cui si concentra un quinto del turismo italiano per un valore aggiunto stimato di 296 milioni di euro (dati pre-Covid) – si impegneranno a lavorare sul tema del turismo sostenibile con spirito collaborativo, condividendo buone pratiche e soluzioni e diffondendo informazioni, sostenendo l’impegno globale di dimezzare le emissioni entro il 2030 e raggiungere il punto zero il prima possibile, prima del 2050. Da qui ad un anno il network si impegnerà altresì a riferire pubblicamente sui progressi rispetto agli obiettivi che fanno leva su queste azioni: misurare, decarbonizzare, rigenerare, collaborare, finanziare.

Sul tema del turismo sostenibile come motore per raggiungere la neutralità climatica, il 12 novembre, dalle 12.30 alle 13.30, si confronteranno relatori di calibro internazionale e nazionale, in collegamento online con la Cop26 di Glasgow. Tre i panel previsti, moderati da Cinzia De Marzo, Ambasciatrice europea del Patto sul Clima e membro di EuCliPa Italia. Nel primo, “Approccio globale/dall’alto verso il basso” si confronteranno Gordon Silence (Travel Green Planet), Geoffrey Lipman (Presidente SunXMalta) e Oliver Hillel (Segretariato Conv Biodiversità/UNEP a Montreal). Il panel 2, “Approccio locale/dal basso verso l’alto”, vedrà protagonisti Roberto Gambassi (Assessore Mobilità e Ambiente Comune di Poggibonsi), Claudio Torsellini e Cristiano Pellegrin (Provincia di Siena) e Alberto Berti (Responsabile Mobilità Città Metropolitana di Firenze). Al panel 3 “Dimensione europea” partecipano Vito Signati (Direttore Rete Mirabilia), Herbert Hamele (Presidente della rete Ecotrans) e Giuseppe Riello (Presidente Camera di Commercio di Verona, Vice Presidente Unioncamere – Delegato per la transizione ecologica, Italia).

La città della Reggia, che in quei giorni ospita la IX Borsa del Turismo Culturale e la IV Borsa del Turismo Food&Drink – organizzate proprio da Mirabilia – diventa così punto di avvio di un percorso pluriennale per l’implementazione del turismo e dell’economia circolare come motore dello sviluppo sostenibile verso la neutralità climatica, con l’obiettivo di costruire cluster intersettoriali europei tra le parti interessate del turismo, utilizzando esempi di mobilità sostenibile, biodiversità e aree protette.

Da mercoledì 20 ottobre 2021 si avvia in Italia lo switch off del digitale terrestre. Scopriamo che cosa comporta lo switch off e cosa bisogna fare.

Switch off digitale terrestre: che cos’è e cosa comporta

Il processo di switch off del digitale terrestre in Italia avrà inizio nella giornata del 20 ottobre 2021 e terminerà più o meno nel 2023, quando di fatto si sarà definitivamente concluso il passaggio dall’attuale sistema DVB-T al nuovo DVB-T2.

Cosa comporta tale processo per le televisioni degli italiani? Semplice, per continuare a vedere tutti i canali sarà necessario possedere un televisore o un decoder capaci di supportare l’alta definizione HD e il DVB-T2.

Switch off digitale terrestre: cosa fare?

Per affrontare lo switch off è necessario acquistare  dispositivi idonei alla tecnologia DVB-T2, con la possibilità di usufruire delle agevolazioni economiche (Bonus Tv/Decoder o Bonus rottamazione).

Prima di procedere all’acquisto dei nuovi dispositivi è possibile verificare se il televisore che si possiede in casa è abilitato alla tecnologia DVB-T2, per farlo basta eseguire un piccolo test: se recandovi con il telecomando ai canali 100 e 200, vi comparirà la scritta “Test HEVC Main 10” allora il televisore è abilitato e il cambiamento sarà automatico.

di Valentina Corrao

ll fashion manager è l’ideatore della prima accademia modelli under 14 nel Sud Italia

Parte da Palermo, l’avventura della Piccy Academy, la prima kids models Academy del Sud Italia, firmata Piccy.

ll fashion manager  e talent scout  siciliano Sal  Di Betta, ideatore e fondatore della prima accademia modelli under 14 nel Sud Italia, avvia una nuova fase progettuale, che punta a migliorare il suo management attraverso: formazione, preparazione e dinamicità di interazione, insieme ai suoi piccoli modelli che vanno dai 4 ai 14 anni.

Un’ esperienza unica per questi aspiranti modelli del futuro, con l’opportunità di cimentarsi tra passerella, set fotografico ed opportunità nel campo della moda”, afferma Sal Di Betta.

 I nuovi casting/appuntamento di selezione, si svolgeranno nelle maggiori città siciliane.

Per info e date visitare la pagina Facebook ufficiale @piccymodels.

di Federico Locci

Domenica 10 ottobre, oltre cento eventi in tutta Italia per la Festa della Natura in città promossa dal WWF.

Le nostre città devono diventare nature-positive e amiche del clima: è con questo messaggio che il WWF lancia la quinta edizione di Urban Nature in vista della manifestazione che animerà i grandi e i piccoli centri in tutta Italia in occasione della Festa della Natura in città.

Per avere città con più natura, più salubri e più sicure nell’epoca della pandemia da COVID e degli impatti causati dal cambiamento climatico.

Nella giornata di domenica 10 ottobre in tutta Italia numerosissimi gli eventi e le iniziative per celebrare la Festa della Natura in città e scoprire la biodiversità custodita nelle aree urbane. Spettacoli artistici, visite guidate, eventi sportivi, messa a dimora di alberi, giochi e laboratori dedicati a famiglie e ragazzi.

Tra i partner storici del WWF, co-promotori sin dall’inizio di Urban Nature, l’Associazione Nazionale dei Musei Scientifici (ANMS) e l’Arma dei Carabinieri, con il pieno coinvolgimento degli Uffici Territoriali Carabinieri per la Biodiversità (UTCB). Urban Nature vede i patrocini del Ministero della Transizione Ecologica, del Ministero della Salute e dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.

Al fianco di WWF per questo evento ci sarà Agos che con il progetto ‘Parchi Agos Green & Smart,’ creato in collaborazione con Brand For The City, ha l’obiettivo di dare vita a un nuovo modello di parco urbano attraverso un processo di rigenerazione urbana e sociale delle aree verdi unico in Italia.

 L’edizione #UrbanNature2021 si arricchisce di attività di citizen science, realizzate in collaborazione con il Cesab (Centro Ricerche in Scienze Ambientali e biotecnologie) e i 13 partner del Cluster Biodiversità Italia, che invitano i cittadini dall’1 al 10 ottobre a scattare foto della flora e fauna urbana con il proprio smartphone o fotocamera digitale e caricarle sull’app iNaturalist nel progetto per censire insieme la biodiversità urbana.

 Anche FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) partecipa a #UrbanNature2021 con l’iniziativa BIMBINBICI. In 11 città italiane l’evento sarà organizzato con il doppio scopo di promuovere l’uso del mezzo sostenibile per eccellenza tra i giovanissimi e di finalizzare la pedalata alla conoscenza e la riscoperta della biodiversità in ambito urbano, attraverso la messa a dimora di alberi e aiuole, visite guidate ai parchi, giochi didattici all’aperto.

Quest’anno ad Urban Nature aderiranno: AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche);  APGI (Associazione Parchi e Giardini D’Italia) ; CESAB (Centro Ricerche in Scienze Ambientali e Biotecnologie); Cittadinanzattiva; FAI – Federazione Apicoltori Italiani; UNAAPI -Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani; Federazione Nazionale Pro Natura; FEDERGEV; Giacche Verdi; Società Speleologica Italiana.

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di Virginia Corrao

Cantante e autore palermitano appena 18enne, Kaje mette in rotta il suo primo singolo “Cambio Città”, uscito lo scorso 24 settembre sfodera già 30mila visualizzazioni sulle piattaforme digitali.
L’arte della composizione gli appartiene dalla prima adolescenza, a soli 16anni inizia il suo percorso musicale, alla ricerca della sua etichetta, ma controcorrente Kaje “non vuole darsi nessuna etichetta”, così si presenta.
Dal pop al rap, alla trap, apre la sua vocalità, verso nuovi orizzonti e tematiche che nascono da uno scavo interiore per migliorare la realtà circostante.


 “Il brano, esalta la ricerca spasmodica di opportunità che spesso la città natia ti preclude, nonostante il merito e il talento”, afferma Kaje, è necessario valorizzarsi e valorizzare il merito, nella mia solitudine, dalla mia apocalisse interiore sono riuscito a creare questo singolo e come recito nel brano “voglio buttare giù le mie carte”.
Sostenuto dal produttore esecutivo Benedetto Targia, a credere nel talento del giovane Kaje  anche la sua assistente Sandra Piace di Ancona, che lo affianca continuamente nelle sue scelte artistiche e che ha contribuito alla realizzazione del video.


Girovago per necessità ha cambiato diverse città, il singolo “Cambio città”, ideato dallo stesso Kaje e prodotto da The Slight, contiene un forte slancio al cambiamento, superando la guerra interiore, l’artista ricerca un posto migliore.
Il  video è stato realizzato dal videomaker milanese Claudio Zagarini, già alla ribalta per le sue collaborazioni con grandi etichette. Protagoniste del video anche due donne, Jessica Ienna modella e Sara Perrotta attrice milanese.

PER VISUALIZZARE IL VIDEO DEL SINGOLO CAMBIO CITTA’:

L’attore canadese William Shatner, che ha interpretato il celebre comandante nella serie televisiva Star Trek, andrà veramente nello spazio non con l’Enterprise ma con Blue Origin.

Un sogno che si avvera. Uno degli eroi spaziali di una celebre serie televisiva che ha milioni di fan andrà veramente nello spazio. Il Comandante James Tiberius Kirk, un mio personale eroe in quanto unico cadetto dell’Accademia della Flotta Stellare a superare il test della Kobayashi Maru, qui la sua fantastica biografia realizza quanto tutti noi abbiamo sperato di fare almeno una volta, viaggiare nello spazio. E se nella finzione televisiva William Shatner lo ha fatto tante volte, ora che ha novanta anni, nello spazio ci va veramente.

Certo si dovrà accontentare. Non andrà con l’incrociatore pesante, che gli ha dato tante soddisfazioni viaggiando per vari anni luce, la nave stellare USS Enterprise NCC-1701-A solida e sicura ma con la “chiacchierata” New Shepard di Blue Origin del magnate Jeff Bezos, che gli consentirà di arrivare a cento chilometri sul livello del mare e per pochi minuti, il prossimo 12 ottobre. Shatner ha dichiarato: “È da molto tempo che sento parlare di spazio ormai. Questa sarà l’occasione per vederlo. Che miracolo”.

Shatner, 90 anni, diventerà la persona più anziana di sempre a volare nello Spazio, superando il primato fissato recentemente dall’aviatrice Wally Funk, che a 82 anni ha partecipato, insieme a Bezos, al primo volo Blue Origin composto da soli civili.

La New Shepard però è molto più rischiosa dell’Enterprise come molti critici hanno fatto notare: LEGGI

di Vincenzo Di Dino

Professore emerito dell’Università di Roma La Sapienza, è il sesto italiano a vincere il premio Nobel per la Fisica. Il video della cerimonia in suo onore.

Il fisico italiano Giorgio Parisi è stato insignito del premio Nobel. La cosa non è di poco conto, anzi. Certo non è una coppa o una medaglia che quest’anno sono piovute copiosamente per merito dei nostri atleti, ma di fisici premiati col Nobel in Italia ne abbiamo avuto solo sei.

Il primo ad aver vinto il premio Nobel per la Fisica è stato Guglielmo Marconi nel 1909 per la telegrafia senza fili. Il secondo è stato Enrico Fermi nel 1938 per gli studi sull’atomo e la radioattività. Il terzo fisico è stato Emilio Gino Segrè nel 1959 per la scoperta dell’antiprotone. Quarto italiano Carlo Rubbia che nel 1984 scoprì i bosoni W e Z. Riccardo Giacconi è stato il quinto fisico italiano ad essere insignito del premio Nobel nell’anno 2002 per la scoperta delle sorgenti cosmiche di raggi X. Ed ora, 2021, Giorgio Parisi per i contributi innovativi alla nostra comprensione dei sistemi fisici complessi.

Sesto fisico ma ventesimo italiano a vincere un Nobel, qui un video con l’elenco completo dei vincitori e le motivazioni: LINK

Questo spiega i festeggiamenti in onore del fisico Giorgio Parisi che l’Università romana La Sapienza gli ha tributato alla presenza di studenti, colleghi, rettrice e ministro dell’Università e ricerca scientifica che si può vedere qui:

Giorgio Parisi è stato allievo di Nicola Cabibbo, un altro fisico che avrebbe meritato il premio Nobel nel 2008 come lo stesso Parisi ha ricordato nel suo intervento.

Settecento anni dalla morte del Sommo Poeta Dante Alighieri celebre per la sua Commedia, divenuta poi Divina, è stato salutato in tutto il mondo con eventi tra il 13 e il 14 settembre. Vi diamo conto di uno dei principali.

Quale sia il fascino del poeta nato fiorentino, radicato a Verona e morto a Ravenna, lo stanno studiando un po’ tutti, da tanto tempo. Di sicuro è indimenticato se a distanza di settecento anni è ricordato per le sue opere e particolarmente per la Divina Commedia (qui un video riassuntivo dell’opera: Dante Alighieri e la Divina Commedia – Bing video), suddivisa in tre cantiche Inferno, Purgatorio e Paradiso. Ognuna composta di 33 canti (più uno introduttivo), gioia e delizia degli studenti di tante generazioni costretti, prima, a mandare a memoria le terzine incatenate di endecassillabi ma che, in età adulta, sfoggiano gli stessi recuperandone il senso e inchinandosi all’Autore che li formulò, grandemente isprato.

Lo primo tuo refugio e ‘l primo ostello

sarà la cortesia del gran Lombardo

che ‘n su la scala porta il santo uccello;

ch’in te avrà sí benigno riguardo

che del fare e del chieder, tra voi due,

fia primo quel che, tra li altri, è più tardo.

Paradiso – XVII, v. 70

Sono le parole di Cacciaguida, antenato di Dante, che gli profetizza l’esilio e l’ospitalità che troverà a Verona. Il poeta lo incontra in Paradiso, nel Cielo di Marte o degli Spiriti combattenti per la fede. Il gran Lombardo è Bartolomeo. La scala è lo stemma degli scaligeri che ancora oggi si vede sui monumenti della città, affiancato alle ali d’aquila simbolo del vicariato imperiale degli Scaligeri.

Il pellegrino Dante soggiornò a Verona, città liberale e ghibellina, agli inizi del ‘300 sotto Bartolomeo della Scala e di nuovo tra il 1312 e il 1318 durante la signoria di Cangrande.

Molti studiosi che un passo della Divina Commedia sia la prova che quella di Romeo e Giulietta non è solo una leggenda. Altri pensano invece che sia stato proprio Dante a ispirare la storia.

Vieni a veder Montecchi e Cappelletti

Monaldi e Filippeschi, uom senza cura

color già tristi, e questi con sospetti

Purgatorio – VI, v. 106-108

Si parla del sanguinoso scontro tra Guelfi e Ghibellini in cui Dante stesso rimase coinvolto. Quale potrà mai esser la causa della tristezza che Dante attribuisce alle famiglie rivali Montecchi e Cappelletti?

A Verona Dante vide anche il famoso palio che per secoli si corse nella città scaligera. L’immagine della moltitudine di uomini che, per aggiudicarsi un prezioso drappo di lana verde, correvano a perdifiato sullo sterrato dell’antica via Postumia dovette impressionare il poeta, che la usò per descrivere il supplizio del girone in cui incontra Brunetto Latini.

Poi si rivolse, e parve di coloro

che corrono a Verona il drappo verde

per la campagna…

Inferno – XV, v. 121-122

Su un muro vicino a Porta Borsari, l’ingresso della città romana sul tracciato del palio, un’iscrizione ricorda i celebri versi.

L’iter del palio veronese detto appunto il “drappo verde” risulta incerto: secondo alcuni partiva da fuori città nella campagna a sud di Verona (presso la località della tomba), passava attraverso la chiesa di Santa Trinità e di San Francesco per terminare all’altezza della basilica di San Fermo; secondo altri correva tutto o in parte fuori dalla città, dove senz’altro terminava. Si è anche proposto che con “la campagna” Dante indicasse un’ampia fascia comunale così denominata perché fuori dalla città. Una delle ultime opere di Dante, la “Questio de aqua et terra”, è datata da Verona, nella chiesa di Sant’Elena, il 20 gennaio del 1320. Secondo alcuni biografi il Poeta rimase a Verona sino alla data della Questio, per spostarsi subito dopo a Ravenna. Per altri invece trasferitosi a Ravenna nel 1318 o nel 1319, sarebbe temporaneamente rientrato a Verona nel 1320 per qualche incarico presso lo Scaligero.

Più’ abbondanti sono testimonianze e documenti che riguardano la famiglia del poeta, a cominciare da quelli che vedono a lungo presenti a Verona il figlio Pietro (1332-1362) in qualità di giudice, i nipoti e i pronipoti. I discendenti dell’Alighieri risiedono attualmente a Gargagnago di Valpolicella, presso Villa Serego Alighieri, la dimora che fu edificata sui terreni acquistati nel 1353 da Pietro Alighieri.

Dante Alighieri e la sua Commedia del 1300 chiamata, poi divina (forse per snaturalizzare la sua realtà quotidianamente umana) sono attuali per il loro sano anticlericalismo: per il loro riconoscere l’inizio della scristianizzazione, la sua causa e i suoi colpevoli. 

A Dante non interessava scrivere sul mondo ultraterreno, sull’inferno, purgatorio e Paradiso. Già si erano scritti e raccontati viaggi nell’aldilà, lui sarebbe stato solo un ripetitore. Non gli interessava spaventare l’umanità con l’inferno o consolarli col Paradiso. Voleva solo essere un cronista del mistero e dell’azione della grazia cristiana nella storia:

O somma luce, che tanto ti levi

da’ concetti mortali, a la mia mente

ripesta un poco di quel che parevi, 

e fa la lingua mia tanto possente,

ch’una favilla sol de la tua gloria

possa lasciare a la futura gente;

che’, per tornare alquanto a mia memoria

e per sonare un poco in questi versi,

più si concepera’ di tua vittoria

(Paradiso, XXXIII) 

Dante si inserisce pienamente nella storia a lui contemporánea. Lo scrittore fa riferimento alla nascita delle università, ai professori che nelle accademie insegnavano la felicità e le verità cristiane, quelle eterne, quelle che non si manifestano mai nella storia quotidiana. Erano nati, in quel tempo, gli intellettuali della felicità cristiana, gli intellettuali della cultura cristiana vera, perfetta e senza errori. 

Trionfava la cultura cristiana, quella delle verità cristiane eterne, vere e morali, senza macchia di immortalità, garantita dal diritto canonico. Ora valeva solo la Felícita giuridica cristiana, come quella che si insegnava a Bologna, nella prima delle università formalmente cristiane.

Tutti si affannavano per sapere le verità cristiane, turbamento che aveva contagiato persino i peccatori cristiani, quelli carnali, coloro che rubavano, che compravano e vendevano, i peccatori cristiani ai quali piaceva la lussuria ed oziare.

I clerici clericali pensavano che l’azione della grazia dipendesse dal funzionamento perfettamente culturale e giuridico della Chiesa e dei cristiani della cristianità. I cardinali e i papi-Dio studiavano e si dedicavano solamente ai decretali, al codice di diritto canonico, al codice del funzionamento formalmente cristiano della chiesa. Come se questo fosse sufficiente a fare il cuore dei poveri analfabeti cristiani.

Queste e tante riflessioni sono state mosse la notte tra il 13 e 14 settembre dall’IDR, insegnanti di religione in uscita, in collaborazione con la UIL, Unione Italiani di Lima, che hanno organizzato una veglia, preparando un viatico teso ad accompagnare Dante Alighieri, come settecento anni fa nel suo viaggio verso il Padre.

Il Direttore e fondatore dell’IDR, Prof. Tiziano Izzo ha aperto la serata ricordando che l’èsule fiorentino morì nella notte tra il 13 e 14 settembre del 1321 a causa di complicazioni legate alla malaria, ha evidenziato l’importanza del viatico oggi come nelle prime comunità cristiane; introdotto il gruppo musicale “Cibele” che ha suonato una serenata, introducendo la disquisizione del Prof. Alessio Lodes, accompagnato nella lettura dei passi danteschi, dalla sedicenne discente dell’istituto Dante Alighieri, di Lima, Alessandra Palomino.

La veglia si è’ svolta sul canale google meet, oltre a vedere la partecipazione di tanti membri dell’IDR da tutte le parti d’Italia, è stata seguita dai discenti Giuliana e Gianluca D’Andrea studenti presso un liceo canadese, l’allievo Rodrigo Mene rappresentante dell’Istituto Antonio Raimondi di Lima, Ruggero Ravazzolo e il suo gruppo “Brasile ed Italia con passione” il Direttivo Unione Italiani di Lima: vicepresidente UIL Avv. Aldo Cavassa Polack, Fabiola Franco ed Hector Zapatero, vari e molteplici membri dell’Unione Italiana di Lima.

La veglia è iniziata alle ore 22.30 in Italia, 15.30 a Lima ed è durata circa due ore, concludendosi con la lettura della preghiera alla Vergine, presente nell’ultimo canto del Paradiso della Commedia, compiuta dalla docente di religione Prof.ssa Nicoletta Degli Innocenti:

Vergine madre, figlia del tuo Figlio,
Umile ed alta più che creatura,
Termine fisso d’eterno consiglio. 

Tu se’ colei che l’umana natura
Nobilitasti sì, che il suo Fattore
Non disdegnò di farsi sua fattura. 

Nel ventre tuo si raccese l’amore
Per lo cui caldo nell’eterna pace
Così è germinato questo fiore. 

Qui se’ a noi meridïana face
Di caritate; e giuso, intra i mortali,
Se’ di speranza fontana vivace. 

Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
Che, qual vuol grazia e a te non ricorre,
Sua disïanza vuol volar senz’ali. 

La tua benignità non pur soccorre
A chi domanda, ma molte fiate
Liberamente al domandar precorre. 

In te misericordia, in te pietate,
In te magnificenza, in te s’aduna
Quantunque in creatura è di bontate!

I Prof.ri Izzo  e Lodes hanno evidenziato con molto entusiasmo l’ottima riuscita della serata poiché la partecipazione in massa all’evento dimostra che Dante non è morto la notte tra il 13 e 14 settembre 1221, bensì vivo e vivissimo in mezzo a noi e che col suo poema abbia strutturato una lingua che è ancora la mostra, nella complessità del racconto e dei personaggi, nel mondo possibile creato. Dante ci trasmette non solo il messaggio di un cristiano con delle certezze in un mondo senza certezze, di un uomo di fede in un’epoca senza fede; bensì un dettato che riusciamo ad ascoltare anche senza fede, anche senza certezze, perché la credenza nell’esistenza di Dio, dell’anima e del libero arbitrio corrisponde a delle funzioni basilari emerse ad un certo punto dell’evoluzione umana e non ancora scomparse.

Vi ricordate? Ne abbiamo già scritto  (LINK)

E abbiamo anche intervistato i due avvocati Danilo Granata e Dario Sammarro che promuovono la class action (LINK)

Però del mirabile concorso se ne parla ancora e sempre peggio. Perché vengono fuori cose oscene come i tablet scarichi usati durante l’esame, per esempio.

Che sia colpa del ministro Brunetta? Cantava Mina nel 1962: “Renato, Renato, Renato / Così carino, così educato” e aggiungeva “Renato, Renato, Renato / Tu sei un mostro di ingenuità”. Ingenuità o meno, il danno è notevole. C’è di tutto ormai: dalla riapertura ai 70.000 esclusi al malfunzionamento del programma della piattaforma digitale. Insomma un concorso iniziato male e finito peggio.

Il Concorso fast track dell'era Brunetta rivolto ai Tecnici che a breve gestiranno i soldi del Recovery Fund termina miseramente con circa 800 candidati che hanno superato la prova scritta, rispetto ai 2.800 posti messi a concorso e dopo che allo stesso hanno partecipato circa 30.000 persone!

Dopo avere ribadito che si tratta di un concorso rivolto non ai giovani laureati, il ministro Brunetta smentisce se stesso, poiché invece di attingere dalla prima graduatoria degli 8.500 selezionati addirittura con verifica tramite PEC dei documenti comprovanti incarichi di lavoro nell'ambito delle Politiche di coesione, li sottopone a prove dal 9 all’11 giugno, decontestualizzate, prive di riferimenti normativi e piene di refusi, per poi riaprire proprio ai 70.000 esclusi precedentemente, tra cui appunto i neo laureati con la triennale, a cui lo stesso ministro Brunetta al question time parlamentare ha risottolineato non fosse rivolto, non avendo competenze in dette materie.

Una situazione tra il paradosso e la tragedia kafkiana se non fosse che a tutto ciò si aggiunge che almeno un centinaio di candidati, dopo avere finalmente visionato le prove nel profilo personale di 'Concorsi Smart', si sono accorti che le domande che avevano modificato, non erano state salvate dal programma nonostante nella videata finale del proprio tablet apparissero corrette.

Addirittura ci sono candidati che raccontano che durante la prova si sono scaricati i tablet che stavano usando per effettuare l’esame!

Ora è lecito chiedersi se gli 800 che si vorrebbero contrattualizzare appartengano ai veri tecnici o ai neo laureati ma soprattutto a chi stiamo dando in mano il futuro dell'Italia nel gestire i fondi comunitari?

Si è svolta a Peschici la premiazione del concorso di disegno per bambini concluso a dicembre 2020 e organizzato dall’Associazione Il nome è…di Taranto. A sei mesi dalla vittoria, Mattia Ingrassia, 9 anni, è partito con la sua famiglia dal paese di Misterbianco, in provincia di Catania, per “ritirare” i premi vinti: una bicicletta e un voucher per un long weekend nel B&B Palazzo Della Torre di Peschici (Foggia). Il piccolo Mattia è salito sul podio più alto con un elaborato apprezzato all’unanimità dalla giuria composta dagli artisti Francesco Paramananda Russo e Lara Lamberti e dalla maestra d’arte e restauro Elena De Benedictis. Ad essere valutata è stata la fantasia e il suo messaggio efficace con questa la motivazione: “Il disegno si presenta coerente con il titolo del concorso e rivela una buona capacità organizzativa dello spazio e dell’accostamento dei colori. Di effetto è l’immaginazione di poter vedere dentro ogni stella – rappresentata come sfera – un micro mondo fatto di relazioni affettive. Bello anche il ricondurre questa immagine a un oggetto comune conosciuto come le sfere di vetro che rigirando e creano quest’effetto di neve e stelle che ci circonda tutti. Ben rappresentato, moderno e intuitivo”.

Il presidente dell’associazione Giuseppe D’Onghia ha raggiunto la famiglia Ingrassia a Peschici per consegnare personalmente, insieme alla Presidente onoraria dell’APS, Donna Grazia Della Torre, i riconoscimenti al neo vincitore.

«Non potevamo non esserci. Ed è stato un momento indimenticabile vedere nostro figlio che, dopo tanta attesa, causa pandemia, ha potuto ritirare i suoi premi solo ora. Finalmente Mattia può andare in sella alla sua bici a rincorrere il vento e tutti assieme possiamo goderci questa bella vacanza qui a Peschici», hanno commentato i genitori non nascondendo un pizzico di orgoglio.

«Sono contento – ha dichiarato il piccolo Mattia, molto emozionato – qui è davvero tutto molto bello. Ora posso dire di aver portato in vacanza la mia famiglia»!

«Con le iniziative dell’Associazione Il nome é…, tassello dopo tassello, stiamo costruendo un puzzle perfetto per lo spirito dei giovani, e questa è una grande soddisfazione – continua soddisfatto Giuseppe D’Onghia – La voglia di vincere e la voglia di eccellere sono valori importanti che rendono gli uomini del domani, più sicuri e più forti. Per questo, ogni giorno ci impegniamo costantemente a creare iniziative utili a educare i bambini per garantire loro un futuro migliore».

 

 

L’associazione Il Nome è…

Il Nome è…, l’Associazione di Promozione Sociale nata nel 2019 a pochi chilometri da Taranto è impegnata nei progetti che mirano al miglioramento della condizione umana. Il suo obiettivo è quello di proteggere i bambini e i ragazzi in difficoltà e di trasformare il disagio economico in una nuova opportunità.

L’Associazione Il nome é… opera, dando la possibilità a bambini e ragazzi di seguire corsi di yoga e di arti marziali in maniera del tutto gratuita, ma, tra gli obiettivi, c’è quello di coinvolgere sempre più realtà in regione e fuori la Puglia. Tutto senza alcuno scopo di lucro, per questo c'è bisogno dell’aiuto di tutti. Per sostenere tutte le attività dell’Associazione Il nome é e mantenere la gratuità per le lezioni di arti marziali e yoga ai bambini e ai ragazzi in difficoltà è possibile fare delle donazioni libere o destinare il 5×1000 nella prossima dichiarazione dei redditi. Come devolvere? Può farlo chiunque compili il modulo 730, il CU oppure il Modello Unico. Occorre solo firmare nel riquadro “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale…” e indicare il codice fiscale dell’Associazione Il nome è: 90253640735. Una scelta consapevole che fa del bene agli altri.

 

Una scelta consapevole che fa del bene agli altri.

Info:

https://ilnomee.it/
https://www.facebook.com/associazioneilnomee/

Non si spengono le polemiche intorno ai concorsi voluti dal ministro Brunetta che servirebbero a reclutare specialisti subito pronti per spendere i miliardi europei ma in realtà aperti anche ai neolaureati con sola triennale.

Tra il 9 e l’11 giugno, si sono svolte le prove per il reclutamento dei 2800 tecnici del famoso “Concorso Coesione” del ministro Brunetta.

Dovrebbe essere un concorso di soli cento giorni tra valutazione titoli, graduatorie, prove e reclutamento, ma qualcosa sta andando storto.

Sono cinque i profili ricercati per funzionari esperti in politiche di coesione, quindi rivolti a persone preparate in vari campi:

Fa (amministrativo-giuridico);

Fg (gestione, rendicontazione, controllo);

Fi (analisti informatici);

Ft (esperti tecnici)

Fp (progettazione e animazione territoriale).

Sul sito, per i registrati, si trova la graduatoria degli 8.582 ammessi che hanno superato la prova selettiva rigorosissima, per titoli di studio e di lavoro coerenti con lo svolgimento di ruoli professionali nelle Politiche di coesione (http://www.formez.it/notizie/concorso-coesione-candidati-ammessi-calendario-sedi)

Questo concorso ha avuto diverse vicissitudini fin dall’inizio dato che inspiegabilmente non era prevista una sede concorsuale in Sardegna e alcune testate giornalistiche avevano raccolto le proteste dei candidati sardi che, si sarebbero dovuti recare in continente, con evidenti disagi e spese per espletare le suddette prove, in un periodo caldo per i trasporti anche in considerazione delle limitazioni causate dalla pandemia covid.

Per fortuna, grazie all’intervento di ANCI Sardegna, è stata prevista pure una sede a Cagliari presso i locali della Fiera campionaria (padiglione I).

Ebbene, qualche giorno fa nel pomeriggio, a poche ore dalla fine dell’ultima prova, che si svolgeva contemporaneamente nelle varie sedi dislocate al Sud, col coordinamento dalla sede centrale di Roma, nella pagina del sito del Dipartimento della Funzione Pubblica, appare un comunicato che lascia interdetti i partecipanti: si afferma che a causa della scarsa partecipazione ai test concorsuali (circa la metà degli 8.582 candidati), il bando verrà riaperto per i 70.000 esclusi precedentemente per mancanza dei titoli che erano richiesti per essere nella graduatoria finale degli ammessi.

Sale il malcontento dei candidati che pensavano di partecipare a un concorso serio e invece non hanno ancora potuto vedere la graduatoria di chi ha espletato le prove con i relativi punteggi e si organizzano e discutono sulle pagine facebook del Dipartimento della Funzione Pubblica e del Formez.

Sembra imminente un ricorso al TAR del Lazio con precise richieste: 1) azzerare la soglia di sbarramento del punteggio di 21/30, che evidentemente in pochi hanno raggiunto a causa di quiz cervellotici scritti male e privi di riferimenti normativi e 2) sommare il punteggio per titoli di studio e professione degli ammessi alla prova (che era già una graduatoria nazionale bella e pronta) con i quiz a risposta multipla.

L’ingresso dei settantamila candidati, inizialmente esclusi da Dipartimento della Funzione Pubblica e Formez, lede l’interesse di chi ha partecipato ai quiz avendo superato la prima soglia di sbarramento di titoli di studio e professionali. Da qui la class action contro la disparità di trattamento e le probabili interrogazioni urgenti di parlamentari al ministro non all’altezza della situazione.