Carlo Bartoli.

AL SENATO SI DISCUTE IL MEDIA FREEDOM ACT

Presso la Commissione Politiche dell’Unione europea di Palazzo Madama, Carlo Bartoli, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti eletto alla fine del 2021, ha espresso delle specificazioni in fatto di tutela dei giornalisti, libertà di stampa, garanzie per le fonti, segreto professionale e divieto di spionaggio a carico dei giornalisti. Nell’ambito della valutazione sui profili di conformità della proposta di regolamento europeo sui Media, il Senato ha ospitato l’intervento circa i principi di sussidiarietà e proporzionalità della proposta del Media Freedom Act (MFA, letteralmente Atto sulla Libertà nei Media), varata dalla Commissione Europea e in fase di valutazione da parte dei Parlamenti nazionali. Tante sono, secondo Bartoli, le criticità che riguardano il giornalismo, in particolare quello italiano, e che necessitano chiarimenti e aggiustamenti nella proposta di regolamento europeo. Nel corso del suo discorso, il presidente dell’Ordine ha affermato che “sicuramente è utile una armonizzazione almeno delle norme fondamentali che riguardano gli operatori dell’informazione. Concordiamo sul fatto che, in questo settore, vi sia – come si legge nell’MFA – unelevata frammentazione normativa che può condurre a forti disparità di trattamento fra uno stato dell’Unione e un altro” e che “la Commissione Europea intende quindi dare un forte segnale agli Stati membri sulla necessità di tutelare le fonti, e quindi il segreto professionale dei giornalisti”.

Le predisposizioni in oggetto potrebbero portare a una rivisitazione dell’Art. 200 del Codice di Procedura Penale che, nonostante riconosca il segreto professionale per i giornalisti, acconsente a interventi invasivi da parte della magistratura. Inoltre, sarebbe positivo dare libero accesso alle fonti istituzionali, in quanto, nel nostro Paese, spesso sorgono difficoltà nell’elargire correttamente fatti di cronaca a causa delle interpretazioni adottate da molti Procuratori della Repubblica delle recenti norme sulla presunzione di innocenza, letture che a volte si rivelano incoerenti e contraddittorie, o addirittura totalmente restrittive. Sarebbe ancora utile porre attenzione, in sede europea, alla relazione che intercorre fra diritto all’oblio e libertà di informazione: infatti, il primo non può sussistere nei casi di eventi, anche lontani nel tempo, che riguardano fatti di grande rilevanza pubblica e che hanno inciso profondamente nella storia.

Bartoli ha poi ripreso il tema delle querele intimidatorie, specificando che le querele-bavaglio o azioni giudiziarie di stampo intimidatorio sono una realtà che pone l’Italia tra gli osservati speciali da parte delle istituzioni europee (…) c’è necessità di approvare delle norme che possano disincentivare l’avvio di azioni giudiziarie palesemente infondate nei confronti dei giornalisti. Mi riferisco sia alle denunce penali per diffamazione che alle esorbitanti richieste risarcitorie in sede civile.”. Ha poi proseguito così: “Il Media Freedom Act più volte fa riferimento al ruolo dei giornalisti come professionisti dell’informazione e principali artefici di uninformazione di qualità”. Invece, circa il tema del nuovo scenario della comunicazione, il Presidente dell’Ordine ha aggiunto: “Occorre riconoscere il ruolo nuovo e di maggior importanza che la figura del giornalista assume nei nuovi scenari tecnologici e mediatici. Tale profilo andrebbe garantito dalle leggi degli Stati lasciando ai giornalisti le funzioni di autogoverno della categoria, come avviene in Italia con la presenza dell’Ordine, che lamenta però strumenti e procedure assolutamente inadeguate”. Infine, si è concentrato sui topic delle concentrazioni e delle piattaforme web, affermando che “ci allontaniamo dalla sfera di diretta competenza dell’Ordine dei giornalisti, anche se le dinamiche dell’ecosistema digitale hanno enorme importanza e necessiterebbero un approfondimento dettagliato che andrebbe ben oltre questa audizionee ha poi concluso: “Ci auguriamo che il Senato possa raccogliere questi temi per quello che riguarda la legislazione nazionale, anche al di là del procedimento di cui  stiamo discutendo.” E questo è l’augurio che tutti colori impegnati nel mondo del giornalismo si fa.

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