Al vaglio i curricula per la nomina del Direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino

tra i candidati anche Vincenzo Di Dino, direttore del giornale www.laTestata.it

Molte, addirittura più di 50, sono le candidature per la direzione del Salone del Libro di Torino 2024-26 e che affiancherà il direttore uscente nell’edizione 2023 che si svolgerà all’Oval Lingotto dal 18 al 22 maggio. Al momento però non ci sono state ancora convocazioni e i nomi continuano a rincorrersi tra veti, riflessioni e pronostici. Per il momento la Segreteria Tecnica continua a visionare i curricula e si prefigge di arrivare alla nomina entro la fine di gennaio. Nei prossimi mesi infatti il nuovo direttore potrebbe contare sull’affiancamento con Nicola Lagioia che è al lavoro per l’edizione di maggio. Arduo compito dunque per il Comitato d’indirizzo a cui di fatto toccherà la scelta e che così si compone: l’associazione Torino Città del Libro (nelle persone di Silvio Viale, Piero Crocenzi e Francesca Mancini) a cui spetta di esprimere tre voti; il Circolo dei Lettori (con Giulio Biino e Marco Pautasso) che ha a disposizione due voti; la Regione Piemonte e il Comune di Torino, con un voto ciascuno (rappresentati rispettivamente da Vittoria Poggio e Rosanna Purchia). La nomina potrà avvenire soltanto con 6 voti su 7 e la scelta dovrà coniugare aspetti manageriali e popolarità.

Molti sono i nomi e i profili professionali in ballo, da Paolo Giordano, scrittore torinese, a Giuseppe Culicchia, già consulente storico del Salone del libro a Loredana Lipperini, scrittrice e conduttrice radiofonica. Non mancano nomi legati al mondo dell’editoria come Oliviero Ponte Di Pino o della politica come Gianni Oliva, ex assessore regionale alla Cultura nelle Giunte di centrosinistra. Tra i papabili anche la direttrice del Circolo dei Lettori Elena Loewenthal e il responsabile dell’inserto Tuttolibri della Stampa Bruno Ventavoli.

In quello che viene già definito un toto nomi si alternano i nomi di coloro che potrebbero essere i favoriti in un continuo altalenare che fino ad ora non ha portato ad una decisione condivisa. Da una parte sembrerebbe da salvaguardare la “torinesità” del Salone attraverso una Direzione squisitamente autoctona ma d’altro canto c’è chi non tralascia di far notare che “un esterno potrebbe rappresentarlo meglio perché sprovincializza la Capitale internazionale del libro che altrimenti resta Capoluogo”. Queste le parole del direttore del giornale online LaTestata.it, Vincenzo Di Dino, uno dei 53 candidati. Si presenta in una lettera a Il Fatto Quotidiano e puntualizza che dal suo punto di vista sarebbe, per la direzione del Salone, più funzionale la figura di un tecnico che di un autore: meno competizione e rivalità tra scrittori e più dimestichezza nell’interazione con la macchina amministrativa che fa inevitabilmente da cornice ad ogni evento. Vincenzo Di Dino nel presentarsi racconta inoltre l’importanza di sostenere e accompagnare la formazione di studenti universitari nonché di trattare quotidianamente temi di rilievo come cyberbullismo, solidarietà, violenza contro le donne, salvaguardia dell’ambiente, Europa…: un giornalista! Forse un evento tanto prestigioso e popolare come il Salone Internazionale del Libro ha davvero necessità di una guida tecnica, pragmatica, attenta ai temi di attualità e con un occhio all’importanza della formazione e della valorizzazione delle giovani leve!

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