Carmen, una tragedia passionale in una nuova veste

Dal 30 giugno al 9 luglio 2023 il Teatro Lirico di Cagliari ha ospitato “Carmen”, opera-comique tratta dalla novella omonima di Prosper Mériée.

Diretta dal maestro Fabrizio Maria Carminati, con la musica di Georges Bizet, il libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, a 132 anni esatti dalla sua prima rappresentazione a Cagliari, si è scelto di riproporla per la diciannovesima volta dopo cinque anni dalla sua ultima rappresentazione a Cagliari (giugno/luglio 2018) e, naturalmente, è stata un grandissimo successo.

L’opera è divisa in quattro atti e i tempi di spettacolo sono stati: un’ora e quaranta minuti per i primi due atti insieme; quindici minuti di intervallo; quaranta minuti per il terzo atto; altri quindici minuti di intervallo; venti minuti per il quarto atto.

Tante sono le figure che hanno contribuito a mettere in scena questo successo, fra le più importanti ci sono: Danilo Coppola, ideatore delle scene; Marco Nateri, che si è occupato dei costumi; Valerio Tiberi, alla gestione delle luci; Luigia Frattaroli, alla creazione della coreografia; Fabrizio Maria Carminati alla guida dell’Orchestra, del Coro del Teatro Lirico e del Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari; Giovanni Andreoli, maestro del coro e Francesco Marceddu, maestro del coro di voci bianche.

Gli attori principali, interpretati a giorni alterni da attori diversi (in seguito verranno riportati i nomi dei principali), hanno recitato e cantato in lingua originale francese. Per facilitare la comprensione del libretto, il pubblico ha beneficiato dei sopratitoli in italiano che scorrevano sull’arco scenico del boccascena.

L’orchestra ha saputo emozionare ancora una volta tutti i presenti, ricreando un’atmosfera suggestiva con le melodie di Bizet, che unite alla maestria degli attori e alle loro voci toccanti, hanno coinvolto tutto il pubblico e lo hanno trasportato sul palco insieme a loro in un turbinio di note, voci e passione.

L’ambientazione però stavolta cambia: si allontana dalla Siviglia del libretto e ci porta in Spagna negli anni ’50 dello scorso secolo. Il regista Renato Bonajuto, infatti, ha optato per questa scelta ritenendo il personaggio di Carmen un simbolo di sensualità, sfrontatezza, sincerità, ma soprattutto di libertà. Per questo, secondo la sua opinione, l’opera non deve necessariamente essere legata ad un’epoca.

Nel primo atto, originariamente ambientato nella piazza di Siviglia nel 1820, vediamo Micaëla (interpretata dalle soprano Marta Mari e Martina Gresìa) intenta a cercare il suo amato e promesso sposo, il soldato Don José (interpretato dai tenori Carlo Ventre e Mikheil Sheshaberidze). Lui, nonostante ricambi i suoi sentimenti, viene coinvolto dalle seduzioni di Carmen (interpretata dalle mezzosoprano J’Nai Bridges e Martina Belli), una sigaraia che verrà poi arrestata e incarcerata per una rissa e che userà la sua promessa d’amore per convincere José ad aiutarla a fuggire.

Il secondo atto si svolge nel locale di Lillas Pastia, a un mese dalla fuga di Carmen. Mentre la zingara attende ansiosa il ritorno di Don José, che nel frattempo è stato incarcerato per averla aiutata, il torero Escamillo (interpretato dai baritono Pablo Ruiz e Askar Abradzakov) tenterà di conquistarla, ma senza successo. All’arrivo del soldato, Carmen cerca di attirarlo provocandolo e per questo lui si rifiuterà di rispondere agli ordini del tuo tenente, Zuniga (interpretato dal basso Luca Dall’Amico). Seguirà una rissa tra soldato e tenente e José, capendo che deve fuggire, si unirà a Carmen e ai fuorilegge, disertando l’esercito.

Il terzo atto si sposta di notte, in un luogo roccioso e selvaggio, dove vediamo José stanco e sofferente, mentre capisce che il rapporto con Carmen sta cambiando. D’altra parte, lei consulta le carte e scopre che la sua morte è vicina. Micaëla intanto raggiunge l’accampamento cercando José, e fugge quando lo vede sfidare per gelosia a duello Escamillo. Gli zingari però la trovano, li fermano e lei dice a José che la madre sta morendo. Così lui la segue, non prima di aver minacciato Carmen, della quale è ancora follemente innamorato.

L’atto quarto conclude la storia tragicamente nella piazza iniziale, dove la folla, tra la quale c’è anche Carmen, che ora è innamorata di Escamillo, acclama i toreri. Carmen rimane sola ad espettare Escamillo e, mentre tutti assistono alla corrida, José la raggiunge per supplicarla, ma lei lo respinge e gli getta addosso l’anello che lui le aveva donato. Infine, accecato dall’ira e disperato lui la uccide pugnalandola e si costituisce.

Al termine di tutti gli atti e dell’intera rappresentazione in ciascuna delle dieci serate in programma, il pubblico è esploso in un lungo e caloroso applauso.

coro atto I
Carmen canta atto I

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2023-12-07