ABBASSIAMO LO STEREO…TIPO

ABBASSIAMO LO STEREO…TIPO

ABBASSIAMO LO STEREO…TIPO

Di Michela Vargiu

Il 25 novembre, presso la sede DoMusArT si è svolto il convegno in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, dal titolo: “Abbassiamo lo stereo…tipo. Gli stereotipi nella storia delle donne e la discriminazione di genere”; organizzato dall’assessorato politiche sociali del comune di Quartucciu. Ha visto come protagonisti/e i/le bambini/e della terza A dell’istituto Comprensivo Statale di Quartucciu “Ermanno Cortis”, che hanno esposto i loro elaborati sul tema.

L’evento è stato organizzato dal Comune di Quartucciu e ha visto la partecipazione del Sindaco Pietro Pisu, l’Assessora Maria Grazia Fois. Tra i partecipanti:

  • Alessandra Schirru, coordinatrice del Centro Antiviolenza;
  • Claudia Tomasi, psicologa psicoterapeuta del Centro Antiviolenza;
  • Maurizia Leo, collaboratore del dirigente;
  • Susanna Littarru, docente di italiano;
  • Maria Grazia Fois, Assessora delle Politiche Sociali, Pubblica Istruzione e Lingua Sarda (organizzatrice del convegno)
  • Alessandra Loru psicologa nei progetti ‘Sa Domu pittica’ Fondazione Domus de Luna nella scuola media inferiore presso l’Istituto ‘E. Cortis’ di Quartucciu;
  • Valeria Loddo psicoterapeuta e psicologa nel Servizio educativo territoriale dei comuni del Gerrei di Pula e Samassi;
  • Vincenzo Di Dino giornalista, Direttore responsabile del giornale online www.LaTestata.it e Presidente A.R.K.A. Eventi Culturali.

Il Sindaco nell’intervento di apertura ha precisato quanto l’Amministrazione comunale di Quartucciu tenga a questa tematica, la sensibilizzazione verso la violenza di genere e il femminicidio. A seguire la presentazione degli ospiti. Un ruolo molto importante è stato ricoperto da Alessandra Loru, portavoce della fondazione “Domus de Luna”, chiamata anche “Casa delle stelle”; il centro si trova in Via Antonio Sanna (Cagliari) e ospita bambini/e, ragazzi/e, e mamme che necessitano di una mano, di un futuro migliore, venendo insegnati loro i valori e quello che la vita ha da offrire.

Valeria Loddo ha parlato di stereotipi e su come uscirne. La più grande fase di apprendimento avviene durante il periodo infantile, per questo è necessario che nelle scuole vengano introdotte delle misure che portino a capire cosa sia giusto o sbagliato, partendo dall’educazione che viene data in casa e dalle/i maestre/i. Per questo viene anche consigliato nelle scuole di educare i/le bambini/e alla propria identificazione di genere e al proprio orientamento sessuale, in quanto da piccoli si ha molto spesso una confusione in testa, soprattutto durante l’adolescenza, che si affrontano tante incomprensioni con gli altri e con sé stessi, ed è importante che i giovani vengano aiutati a identificarsi e a capire chi sono e chi vogliono essere. Un altro consiglio è stato quello di allenare la frustrazione; la maggior parte degli atteggiamenti aggressivi deriva da essa, in quanto non la si riesce a controllare e quindi si rischia di compiere azioni sbagliate, che spesso portano alla perdita di vite umane. Il passo importate è quello di far assumere ai giovani la consapevolezza di sé.

Chiara Tommasi e Alessandra Schirru, operatrici dei centri antiviolenza che hanno sede a Carbonia, Cagliari e Quartucciu. Si sono occupate insieme alla terza media di Quartucciu, dell’evento sugli stereotipi, lavorando insieme tramite l’utilizzo del gioco della zebra, in quanto stimola i/le ragazzi/e a parlare e ad esporre le loro idee e i loro valori. Il lavoro sui giovani è fondamentale in quanto rappresentano il nostro futuro. Su questo punto viene proposta la visione di uno spezzone di video preso da Youtube: “Giulia ha picchiato Filippo” (consiglio di guardarlo), e spiegano come il tema della violenza nasca nell’età infantile, dall’incomprensione che i genitori hanno nei figli, da quella richiesta d’aiuto che viene evitata. Le psicologhe spiegano quanto sia importante non solo intervenire sulla vittima, ma anche sul maltrattante, in quanto quella persona se “non aiutata” continuerà a fare del male ad altre persone. I/le ragazzi/e della terza media espongono i loro elaborati, affrontando una riflessione sugli stereotipi e sulla violenza, assumendo così una maggiore consapevolezza su sé stessi; “è bello vedere dei giovani parlare di queste tematiche, per questo ci terrei a ringraziarli e a continuare così, a combattere per i loro diritti, per i loro valori e per la loro libertà, perché sono la cosa più importante che possa esistere” hanno aggiunto le due psicologhe.

A chiudere è stato Vincenzo. Di Dino, che ha spiegato la violenza di genere nell’ambito giornalistico, concentrando l’attenzione sull’uso delle parole, che sono la più grande causa di incomprensioni, stereotipi e discriminazioni di genere. Inoltre, si è parlato di come molti argomenti siano ancora dei tabù, nonostante si viva nel 2021; educare le/i bambine/i dall’infanzia, abituandoli alla sensibilizzazione delle tematiche che causano violenza nella società. Vincenzo Di Dino si è soffermato sui passi avanti fatti negli ultimi venti anni grazie ad interventi legislativi ma di quanto ancora si debba fare. Ha trattato la materia dal punto di vista dell’informazione, di cosa non si può scrivere nei titoli e negli articoli per non incorrere in sanzioni e della fatica che spesso fanno i giornalisti ad adeguarsi. Alcuni esempi: trattare vittima e carnefice nello stesso modo, utilizzare stereotipi duri a morire. I passi da fare sono ancora tanti, ma insieme, uniti si può vincere, abolendo le barriere della società patriarcale.


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