GLI ASPETTI POLITICI DI DAVID SASSOLI

GLI ASPETTI POLITICI DI DAVID SASSOLI

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11 gennaio 2022, muore il Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli nel Centro Oncologico di Aviano in Friuli Venezia Giulia. Una vita divisa tra la passione per il giornalismo e la politica. I funerali di Stato avranno luogo venerdì a Roma.

La vita di David Sassoli si divide idealmente in due periodi: il primo lo vede impegnato nel giornalismo, il secondo è dedicato alla politica. Eppure le origini sono comuni. Proviamo a sintetizzare la vita politica di David Maria Sassoli morto ad una settimana dalla scadenza del suo mandato di Presidente del Parlamento Europeo analizzando le sue radici, la sua storia biografica, il suo percorso di vita.

Sappiamo dagli annunci del suo portavoce Roberto Tullio, (che ha dato la notizia della morte in un tweet “Sassoli è deceduto alle 1.15 al Cro di Aviano dove era ricoverato in ospedale”) che per motivi di salute (e per non spaccare il fronte europeista), non si sarebbe ricandidato.

Nato il 30 maggio del 1956, aveva 65 anni. Da piccolo avrebbe voluto fare l’archeologo, ma gli esordi lavorativi sono stati da giornalista nelle testate locali e nelle agenzie di Firenze. La famiglia Sassoli, vive da sempre a Calenzano, più precisamente alla Croci. Suo padre, Mimmo Sassoli (fu una firma di politica estera prima a La Nazione e poi a Il Popolo, che diresse, così come anche La Discussione) ed è stato storico amico di Giorgio La Pira (costituente, deputato, sottosegretario, sindaco di Firenze, in odore di santità) e Nicola Pistelli, (giornalista, deputato e assessore a Firenze, padre del deputato Lapo che aveva solo due mesi alla morte del padre per incidente automobilistico) e ha partecipato da sempre alla vita politica, oltre a frequentare la parrocchia di don Milani. Il nonno era un guardaboschi molto conosciuto a Calenzano per essersi dimostrato una persona seria e anche il padre lavorava in campo agricolo. La mamma di David,  Ghelardi, era originaria di Galciana e viveva, all’epoca, in via Matteo degli Organi. Dopo le nozze, per seguire la carriera del marito, la signorina Ghelardi (diventata signora Sassoli) si trasferì a Roma, ma sua madre, la nonna di David, Eunice Gori, rimase sempre ancorata alle radici pratesi e si trasferì da Galciana in via Macchiavelli. David era sposato con Alessandra Vittorini (architetta e figlia dell’urbanista abruzzese Marcello), incontrata sui banchi del liceo Virgilio a Roma, ed era padre di due figli, Livia e Giulio, della sua vita privata però si sa poco perché era molto riservato in proposito. David era un gran tifoso della Fiorentina e si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche.


Oltre la familiarità col giornalismo, possiamo dire che le radici politiche paterne sono quelle della sinistra DC. Pur non facendo politica in Toscana, i valori sociali, etici, morali sono quelli trasmessi da quella gran fucina fiorentina della Democrazia Cristiana che tanto influenzò la politica nazionale fino agli anni ’70.

L’incontro con la politica è avvenuto tardi solo quando in Italia è stato fondato il Partito Democratico mettendo insieme le due grandi tradizioni della politica italiana, quella di sinistra del Pci-Pds-Ds e quella cattolica e popolare della Dc poi confluita nella Margherita. Ritenendo il Partito democratico il luogo adatto per il suo impegno politico, Sassoli si è candidato e il 7 giugno del 2009 è stato eletto europarlamentare del Partito Democratico con oltre 400 mila preferenze. Nella legislatura 2009-2014 ha ricoperto l’incarico di capo delegazione del Pd. Nel 2014 si è ricandidato alle Elezioni europee nella circoscrizione del Centro e ha ottenuto oltre 200.000 preferenze. Il 1° luglio dello stesso anno è stato eletto Vicepresidente del Parlamento Europeo con 393 voti mentre mercoledì tre luglio 2019 al secondo scrutinio, è stato eletto presidente del Parlamento europeo durante la seduta plenaria a Strasburgo con 345 voti. La sua elezione è stata annunciata a Montecitorio dal deputato dem Emanuele Fiano ed è stata accolta con un lungo applauso dell’Aula.

Il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, ricorda che “Nel citare spesso le parole del Papa, il presidente Sassoli – ricorda Betori – non aveva mancato di evidenziare la sua idea di un’Europa fondata sulla pace e la solidarietà, la sua visione di una politica europea impegnata a difendere i diritti umani, le persone più fragili, il dovere dell’accoglienza per i migranti, la difesa del lavoro e delle opportunità per i giovani. Un umanesimo fondato sui valori cristiani, che nel ricordare il suo impegno, speriamo possano essere in futuro ancora la guida per l’Unione Europea”.

Oltre a Giorgio La Pira nel suo Pantheon politico, David Sassoli ha messo radici politiche a Roma, dove si è trasferito e ha frequentato il liceo Virgilio. Il mondo della sua formazione è stato quello del cattolicesimo progressista romano, da Moro a Bachelet.

Una figura soprattutto, il giornalista Paolo Giuntella, gli fu mentore e amico e ha segnato il suo percorso intellettuale. Sassoli è stato attivo nei circoli animati da Giuntella, come Il Ferrari e la Rosa Bianca, quest’ultima ispirata all’omonimo movimento di giovani cristiani tedeschi che si oppose al nazismo. Un legame così forte, che nel discorso d’investitura Sassoli ha citato proprio Sophie e Hans Scholl, i leader della Weiss Rose: La nostra storia è scritta sul loro desiderio di libertà.

E poco dopo l’elezione, il neo-presidente ha twittato anche una frase di Aldo Moro: Si tratta di vivere il tempo che ci è stato dato con tutte le sue difficoltà. Si tratta però anche di essere coraggiosi e fiduciosi.


All’impegno pubblico, Sassoli arriva nel 2009. Quando Walter Veltroni dà vita al partito democratico, è fra i primi a aderire. Con la sua aria kennediana, è un perfetto candidato da copertina per le europee del 2009: capolista nell’Italia centrale, viene catapultato all’Europarlamento da oltre 400 mila preferenze. Il salto è compiuto. Dice di volersi dedicare alla politica per tutta la vita. Sassoli non lo sa, ma sta dando ragione a Henry Kissinger che disse: Journalism is for boys.

Ci sarà, nel 2012, la delusione delle primarie democratiche per la scelta del candidato sindaco di Roma: Sassoli è secondo dietro Ignazio Marino ma davanti a Paolo Gentiloni. Poi nel 2014 il ritorno a Strasburgo, nel Pd ormai renziano e parte della famiglia socialdemocratica. Viene eletto vice-presidente del Parlamento, un buon viatico col senno di poi. Si occupa soprattutto di trasporti, firmando il rapporto parlamentare sulla riforma ferroviaria in Europa e l’unificazione dello spazio aereo. Il 26 maggio è rieletto per la terza volta con quasi 130 mila preferenze.

Gli amici di una vita lo descrivono tranquillo, paziente e tenace. Se gli hobby sono un’indicazione, la sua dedizione al giardinaggio, che Sassoli pratica nella casa di campagna a Sutri, può suonare come una conferma: Io pianto e zappo. Sono doti che gli serviranno da presidente del Parlamento: Nessuno in Europa può accontentarsi di conservare l’esistente. Dobbiamo avere la forza di rilanciare il nostro progetto d’integrazione, cambiando l’Unione per dare risposte vere alle preoccupazioni e al senso di smarrimento dei nostri cittadini.

Si è anche occupato di tematiche assai care per il pianeta, come il cambiamento climatico. Fin da subito ribadì la sua importanza, con l’obiettivo di arrivare a giovani e adulti, prendendo come punto di riferimento una politica più vicina a loro e che promuovesse i valori europei.

Noi lo ricordiamo oggi non solo per il suo talento giornalistico, ma anche per aver saputo guidare il Parlamento Europeo verso ina politica europea aperta e inclusiva.


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