Contestazioni sui progetti relativi all’installazione di turbine eoliche a Olbia. 

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A seguito del forte timore riguardo i danni ambientali che potrebbero portare ulteriori installazioni nei mari della Sardegna sarà possibile inviare tramite PEC la propria opposizione a questi progetti entro il 22 luglio. 

È ormai sempre più frequente, mentre si percorrono lunghi tragitti nelle strade italiane, imbattersi in imponenti pale eoliche che richiamano la nostra attenzione con quelle eliche che con il loro continuo roteare generano energia in maniera del tutto sostenibile e in linea con l’andamento degli ultimi decenni riguardo la costante crescita di metodi di produzione energetica nel pieno rispetto della salvaguardia del nostro pianeta. Detto così, non sembrerebbe che queste installazioni possano rappresentare una minaccia di tipo ambientale, ma forse non tutti sono a conoscenza del fatto che queste pale, oltre che essere situate in punti strategici e abbastanza visibili dove il vento soffia con maggiore intensità, vengono sempre più stesso montate in alto mare, tendenzialmente lontane dalle coste in modo che chi guarda all’orizzonte difficilmente possa avvistarle. In questi giorni proprio quest’ultimo caso di centrali eoliche situate in acqua è oggetto di una accesa opposizione da parte di associazioni per la tutela dell’ambiente e di esponenti politici che ritengono questi progetti di ampliamento di strutture di produzione energetica in Sardegna non necessarie e, al contrario, controproducenti dal punto di vista della sostenibilità ambientale e paesaggistica. 

A tal proposito è giusto tenere presente come la Sardegna sia attualmente la regione italiana con più pale eoliche presenti nel suo territorio. Già nel 2011 l’isola aveva segnato un record con l’inaugurazione di un parco eolico che comprendeva 69 turbine che sommariamente producevano 138 MW di energia. Di certo non mancarono le proteste proprio di chi temeva che queste pale, seppur fossero all’avanguardia con la tendenza delle nuove fonti di produzione energetica ecosostenibile, potessero rappresentare un danno per il territorio sardo che vedeva sbucare dal suolo o dall’acqua marina enormi tubi d’acciaio il cui destino tra qualche decina d’anni sarebbe stato quello della ruggine e del degrado e, puntualmente, saremo noi abitanti dell’isola a dover trovare una soluzione per smaltire il tutto. Queste paure ipotetiche e in un certo senso distopiche non hanno però impedito la costante istituzione nel corso del tempo di progetti relativi all’installazione di turbine eoliche e, nel 2022, i timori del passato sembrano ripetersi in tutta la loro concretezza. 

Qualche mese fa, a marzo 2022, l’Associazione Ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico aveva pubblicamente nel loro sito espresso la propria opposizione verso il rilascio della concessione per l’installazione di tre centrali eoliche offshore “flottanti” comprendenti in totale 126 aerogeneratori situati soltanto nel Golfo di Cagliari e ulteriori 174 nel resto del mare meridionale facenti parte di quattro distinti progetti volti a rendere i mari sardi delle piattaforme produzione energetica. Seppur sia stato dichiarato che tutti questi progetti saranno attentamente supervisionati attraverso valutazione sulla tutela ambientale, rimane comunque il lecito dubbio sia sull’effettivo interesse ecologico a discapito di ulteriori produttori di energia in futuro che si prospetta alquanto incerto e dove ogni nazione si sta organizzando per riuscire ad essere sempre più indipendente da fonti estere, ma anche sull’intervento forse eccessivo su un territorio, come detto, già ricco a sufficienza di installazioni di questo tipo. Le domande a questo punto sorgono spontanee: perché tutto questo viene fatto sempre in Sardegna? C’è veramente l’intento da parte di certe grandi aziende di rendere quest’isola una grande centrale energetica? 


Questi interrogativi non sembrano siano passati alla mente del sindaco di Olbia Settimo Nizzi in quale si è detto assolutamente favorevole al via di tre progetti: Nurax, riguardante la zona della Maddalena, Zefiro Vento a Olbia e Tibula leggermente più a sud. Infatti Nizzi sostiene che dal punto di vista puramente paesaggistico queste nuove pale eoliche saranno praticamente invisibili dai frequentatori delle spiagge e delle coste in quanto queste installazioni saranno collocate ad una distanza dal suolo che va dai 20 ai 45 chilometri e rappresentano l’unica alternativa energetica davvero valida nel periodo attuale se non si vuole continuare ad utilizzare carbone o, peggio ancora, energia nucleare. Di tutt’altra opinione è invece l’On. Franco Mula, consigliere del Partito Sardo d’Azione, che durante l’ultimo consiglio regionale è intervenuto per esprimere il suo disappunto riguardo ad una politica che si sta dimostrando poco interessata alla tutela della nostra terra. Egli infatti sottolinea come in un periodo nel quale ogni regione è sollecitata fare la sua parte, la Sardegna si è ormai consolidata come l’unica realtà nazionale in cui il consumo energetico corrisponde al 40% della produzione e davanti a dei simili dati ritiene a dir poco inopportuno continuare ad insistere su questi interventi potenzialmente dannosi per l’ambiente e, come si può intuire, non estremamente necessari se si considera esclusivamente il suolo sardo. 

Lasciando al lettore il giudizio finale e la valutazione sui pro e contro riguardo questi progetti, è doveroso informare sul fatto che, chi fosse contrario e voglia far presente la propria opposizione ai progetti descritti può farlo attraverso l’invio di una PEC a dm.olbia@pec.mit.gov nel quale si fa presente la propria contrarietà alla richiesta di rilascio di concessione marittima per la realizzazione dell’impianto eolico Offshore “Zefiro Vento”, già menzionato prima, a Olbia, comprendente 210 aerogeneratori per una produzione sommaria di 3150 MW di energia ed occupante una superficie complessiva che supera il miliardo di metri quadrati. Tutti gli interessati sono invitati a presentare all’autorità marittima di Olbia le eventuali opposizioni e/o osservazioni riguardanti la salvaguardia dei diritti entro e non oltre il 22 luglio 2022

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