mobbing

PARLIAMO DI MOBBING

Mobbing: Cos’è? Cosa provoca?

Durante la settimana si sono svolti quattro incontri proprio sul tema del mobbing organizzati da un’associazione NO MOBBING di Imperia fondata da Salvatore Masuzzo, mentre la responsabile dell’associazione è Filomena Masuzzo.

Durante gli incontri ci sono stati molti interventi di e abbiamo osservato come il mobbing racchiuda una serie di questioni di cui si occupano professionisti diversi, per esempio abbiamo ascoltato testimonianze da consulenti del lavoro, psicologi, e anche da coloro che in prima persona hanno subito mobbing.

Partiamo innanzitutto con lo spiegare cos’è il mobbing, il mobbing definisce una serie di comportamenti vessatori che si dilatano nel tempo sul posto di lavoro e che possono essere effettuati dal datore di lavoro verso il lavoratore ma anche da superiori verso sottoposti o semplicemente tra colleghi. Il mobbing può effettuarsi in diversi modi ad esempio aggressioni, demansionamento, sovraccarico di lavoro, isolamento, sanzioni disciplinari, violenza ma anche solo con pettegolezzi, ingiurie, critiche e viene fatto per tanti motivi come: aggirare le norme di licenziamento, ricerca di un capro espiatorio, crisi economica aziendale, motivazioni di tipo caratteriale, differenza di età o sesso. Quando invece il mobbing viene fatto dal datore di lavoro per far si che il dipendente dia le dimissioni viene chiamato bossing.

Mentre lo straining viene differenziato dal mobbing per la quantità, è una forma attenuata di mobbing nella quale non si riscontra il carattere della continuità delle vessazioni. La difficoltà più grande per tutti i lavoratori che subiscono mobbing è provare di averlo subito, bisogna analizzare tutti i comportamenti omissivi e commissivi che sono in violazione a precetti fondamentali e soprattutto ogni danno deve essere provato. In questi ultimi anni è stato preso molto in considerazione il demansionamento, questo è giustificato solo se fatto con un accordo se manca quest’ultimo si tratta di mobbing. L’articolo 2103 modificato nel 2015 stabilisce che il demansionamento è tutelato quando: Il lavoratore svolge le mansioni del contratto il lavoratore può svolgere funzioni superiori alle sue competenze venendo pagato per il più che fa il lavoratore può svolgere funzioni inferiori alle sue competenze previo accordo con mutuazioni Stessa riflessione viene fatta per il licenziamento che viene detto ingiurioso quando cagiona un danno al lavoratore per effetto delle modalità o della forma con cui viene comunicato ad esempio quando il datore denigra il licenziato. Le circostanze che insieme alle vessazioni concorrono al diffondere patologie fisiche e psicologiche sono anche l’aumento di differenze di produttività individuale nell’ambito della categoria, il maggiore interesse del datore di lavoro stimolare l’impegno, infine, l’interesse del datore di liberarsi della persona meno produttiva. Dal punto di vista della persona che subisce mobbing questo può comportare danni fisici e psicologici. Essendo il mobbing fonte di stress può creare nei soggetti disturbo post- traumatico da stress e disturbo d’adattamento che poi comporterà ansia, tremori, ira, malessere fisico fino ad arrivare a patologie gravi sia psicologiche sia fisiche. Soprattutto poi il comportamento della persona sarà difficile da cambiare.

Con la dottoressa Antonella De Biasio abbiamo parlato delle categorie più colpite dal mobbing che però tende ad essere tenuto nascosto, la categoria in questione è la polizia penitenziaria.

Questo ambiente fino a 30 anni fa non aveva nessun tipo di sindacato, quindi, non erano per nulla tutelati. Prendiamo d’esempio la polizia penitenziaria perché dalla loro serenità dipende poi la sicurezza del penitenziario, dei detenuti e dei colleghi.

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