Il Consiglio regionale della Sardegna approva il testo unificato sul riconoscimento del caregiver familiare

Con legge regionale del 6 novembre 2023 n. 12 la Regione Sardegna, nell’ambito delle politiche sociali, riconosce e promuove l’attività di cura prestata dal caregiver familiare. La legge è stata approvata all’unanimità con 39 voti favorevoli.

La Sardegna è l’ottava regione in Italia a valorizzare e tutelare la figura del caregiver familiare, unendosi così alla Sicilia, alla regione Lazio, alla Toscana, l’Abruzzo, la Lombardia, la Liguria e la Puglia.

Tuttavia, a livello nazionale il governo italiano non ha ancora riconosciuto la figura del caregiver familiare, nonostante l’urgenza di intervenire a livello legislativo più volte denunciato dalle forze politiche e sociali. Secondo fonti ISTAT sono, infatti, più di 10 milioni le persone che hanno dovuto abbandonare l’attività lavorativa per dedicarsi alla cura del proprio coniuge o di un familiare a tempo pieno.

Con la legge in commento, la Regione valorizza e tutela la figura del caregiver familiare in quanto componente informale della rete di assistenza alla persona e risorsa del sistema integrato dei servizi sociali, socio-sanitari e sanitari e lo supporta in relazione alle esigenze della persona accudita. 

Esaminiamo, in estrema sintesi, la legge regionale in commento.

La legge, oltre a indicare le finalità dell’istituto, definisce il caregiver familiare e i compiti a esso riconosciuti. Nel dettaglio, la norma definisce il caregiver familiare quella persona che assiste e si prende cura del coniuge, dell’altra parte dell’unione civile o del convivente di fatto anche dello stesso sesso, di un familiare o di un affine entro il secondo grado, ovvero, di un familiare entro il terzo grado che, a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata o sia invalido totalmente inabile titolare di indennità di accompagnamento. Il caregiver familiare, così definito secondo la norma in commento, opera a titolo volontario e responsabile e nell’ambito del Piano assistenziale individualizzato (PAI). 

Il PAI e i piani individualizzati sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali stabiliscono il contributo di cura e le attività del caregiver familiare; stabiliscono, inoltre, le prestazioni, gli ausili, i contributi necessari ed i supporti che i servizi sociali e sanitari si impegnano a fornire al caregiver familiare per svolgere al meglio e in sicurezza le normali attività assistenziali e di cura.

La norma prevede, inoltre, che i servizi sociali, socio-sanitari e sanitari, previo consenso dell’assistito o di chi ne esercita la tutela, forniscono al caregiver familiare un’informazione puntuale ed esauriente sulle problematiche di cui soffre la persona assistita, sui bisogni assistenziali e le cure necessarie, sui criteri di accesso alle prestazioni sociali, socio-sanitarie e sanitarie, sulle diverse opportunità e risorse presenti e operanti sul territorio che possano essere di sostegno all’attività di cura e assistenza. 

La legge prevede, inoltre, il mantenimento della persona assistita nel proprio proprio domicilio.

La Regione definisce, altresì, azioni a supporto del caregiver familiare, anche attraverso il sostegno ai Comuni e ai servizi delle ASL; favorisce, inoltre, accordi con le rappresentanze delle compagnie assicurative che prevedano premi agevolati per le polizze eventualmente stipulate dal caregiver familiare che opera nell’ambito del PAI e degli altri piani individualizzati sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali, per la copertura degli infortuni o della responsabilità civile, collegati all’attività prestata; promuove accordi con l’Ufficio scolastico regionale e con le Università sarde per favorire l’adozione degli interventi didattici necessari a garantire agli studenti caregiver il raggiungimento degli obiettivi scolastici e universitari; fornisce il supporto utile ad evitare l’isolamento ed il rischio di burnout, che può colpire le persone che esercitano attività di cura, nei casi più complessi anche attraverso l’attivazione di reti solidali, il supporto psicologico e la partecipazione a gruppi di auto mutuo aiuto di caregiver familiari; sostiene, in accordo con i Comuni, con i servizi sanitari delle ASL o con altri soggetti gestori ed erogatori di servizi sociali e socio-sanitari, programmi di aggiornamento degli operatori sociali e socio-sanitari sui temi legati alla valorizzazione dei caregiver familiari e sulla relazione e comunicazione con gli stessi; prevede forme di tutela sociale in favore di coloro che svolgono in via esclusiva il ruolo di caregiver familiare; prevede, infine, forme di sostegno economico ovvero altre forme di supporto per il caregiver, tese a favorire la domiciliarità della persona assistita.

Allo scopo di favorire l’eventuale accesso o il reinserimento lavorativo del caregiver familiare, la legge prevede che l’esperienza maturata nell’attività di assistenza e cura, può essere valutata come competenza certificabile, ovvero quale credito formativo per l’accesso ai percorsi formativi finalizzati all’acquisizione della qualifica di operatore socio-sanitario o di altre figure del repertorio regionale relative all’area socio-sanitaria. 

Per ultimo, la legge regionale in commento prevede l’istituzione, presso la Giunta regionale, del Registro dei caregiver familiari al quale possono iscriversi i soggetti che assistono e si prendono cura del proprio coniuge o di un familiare invalido totalmente inabile non autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata. Il Registro ha come finalità la raccolta dei dati e delle competenze maturate nell’ambito delle attività di assistenza e cura da parte dei caregiver familiari. 

Autore

  • Giuseppe Speranza

    avvocato civilista dal 2000. Mediatore civile commerciale e iscritto all'Albo Speciale degli Avvocati ammessi al patrocinio dinanzi alla Corte di Cassazione ed alle altre Giurisdizioni Superiori. è stato giudice onorario presso il Tribunale civile di Cagliari Sezione distaccata di Sanluri. Ha collaborato per la Rivista Giuridica Sarda diretta dal Prof. Avv. Angelo Luminoso. Collabora per la rivista La Testata.it dal mese di febbraio 2023 dove è autore della rubrica “Diritto & Società”.

2023-12-08